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FNGP. Definizione di gestore, rete di imprese e AWP3: tre argomenti fondamentali per il futuro del settore

In: Associazioni

22 marzo 2015 - 18:34


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(Jamma) – Il presidente della Federazione Nazionale Gioco Pubblico, Ezio Filippone, a seguito di una intensa attività di studi e consultazioni, invita le organizzazioni di rappresentanza del settore degli apparecchi automatici da intrattenimento al confronto su tre particolari argomenti ritenuti chiave per la soluzione del complesso momento economico e commerciale che attraversa la filiera del gioco. Gli argomenti sono la definizione del gestore di apparecchi da intrattenimento, il contratto di rete di imprese e il decreto delle Newslot 3 attualmente in vigore ma non ancora adottato.

 
DEFINIZIONE DI GESTORE
La FNGP propone di inserire con il decreto attuativo della legge di Delega la seguente definizione: “Il gestore è l’imprenditore che, agendo in forma individuale o societaria, con investimento e rischio di capitale proprio, ed operando con le prescritte autorizzazioni nel settore delle macchine da gioco, allaccia le sue macchine alla rete pubblica ovvero le gestisce all’interno dei locali ove ne è concessa l’allocazione direttamente oppure con quegli esercenti con cui c’è un vincolo contrattuale”.

 
CONTRATTO DI RETE DI IMPRESE
Il contratto di rete è uno strumento contrattuale di collaborazione e cooperazione tra imprenditori al fine di favorire: la crescita della capacità innovativa e la crescita della competitività. Nel primo caso l’impresa accede e migliora, tramite la rete, le proprie capacità di innovazione. Nel secondo la rete incrementa la capacità concorrenziale sia singola che di rete stessa sui mercati di riferimento. Attraverso il programma di rete, gli imprenditori si impegnano dunque a collaborare in forme e in ambiti predeterminati e attinenti all’esercizio delle proprie imprese sulla base di un programma comune, scambiandosi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica ed esercitando in comune una o più attività che rientrano nell’oggetto della propria impresa. La rete nasce come strumento meramente contrattuale, ma se le parti contraenti vogliono creare con la rete un autonomo soggetto giuridico, altro e diverso rispetto alle imprese contraenti, possono far acquisire soggettività giuridica alla rete, definita “rete soggetto” per distinguerla dalla rete meramente contrattuale detta “rete contratto”.
Peculiarità del contratto di rete di imprese
Lo scopo perseguito dalla rete: elemento imprescindibile di ogni rete di impresa è l’obiettivo condiviso da ciascun partecipante di accrescere, individualmente e collettivamente, la capacità innovativa e la competitività sul mercato dei prodotti e/o dei servizi offerti al mercato. Tale obiettivo comune, ovviamente, è controbilanciato dal fatto che ciascuna impresa partecipante vede incrementare i propri ricavi, e/o di ridurre i propri costi. Nel caso di specie, l’obiettivo che verrà condiviso da tutti i gestori sarà quello di affermare un nuovo ruolo (garanti della legalità) e una loro funzione tipica (presidi del territorio) attraverso il monitoraggio e il controllo del rispetto dei principi di legalità, il riscontro alle istanze che perverranno dalla società civile rispetto al gioco (oltre alla funzione storica dei “raccoglitori”), ricerca di nuove tecnologie e nuovi modelli di business, partecipazione comune a bandi di gara, nuovi modelli di gestione del territorio in collaborazione con i concessionari. Il tutto secondo elevati standard, caratterizzati da capillarità ed omogeneità dei servizi offerti. Gli impegni assunti da ciascuna impresa aderente: al fine di garantire la reale operatività della rete di imprese, è necessario che tutte le imprese partecipanti condividano e si impegnino a rispettare pedissequamente il cosiddetto “programma di rete”, nel quale dare atto delle attività e delle modalità concrete per raggiungere l’obiettivo condiviso e gli obblighi specifici assunti in tal senso da ciascun partecipante. Nel caso di specie, il programma di rete potrebbe prevedere per i gestori lo svolgimento di alcune attività finalizzate, per esempio, a riqualificare la rete attraverso corsi di formazione per verificare la corretta applicazione delle norme sul gioco (regolarità del funzionamento degli apparecchi, divieto di gioco per i minori, prevenzione sui problemi di ludopatia etc.). Gli strumenti che consentono di perseguire le finalità: al fine di garantire la concreta operatività della rete di impresa, la rete di imprese dovrà nominare un organo di gestione al quale affidare ampi poteri di rappresentanza e monitoraggio della rete di imprese nonché costituire un fondo patrimoniale necessario affinché possa essere portato esecuzione il programma di rete. Non v’è dubbio, infatti, che se la rete di imprese vuole davvero diventare uno strumento efficace di messa in comune di iniziative, per perseguire interessi strategici condivisi, la disponibilità di risorse proprie e la presenza di un centro decisionale, in grado di gestire le attività, avviare e monitorare le iniziative, risulti del tutto imprescindibile. Nel caso di specie: l’organo di gestione dovrà essere un organo/soggetto incaricato di gestire l’esecuzione del contratto di rete ed in grado di verificare che il programma comune venga rispettato. Si tratterà, quindi, di un soggetto altamente qualificato che sia anche di garanzia verso il concessionario e, al tempo stesso, punto di riferimento dei gestori demandati all’esecuzione del contratto di rete.
Differenze con le altre forme di aggregazione di imprese
Tale contratto si distingue dalle altre forme di integrazione imprenditoriale riconosciute dal nostro ordinamento, tra le quali si rilevano principalmente l’Ati (Associazione Temporanea di Imprese, anche identificata come Rti) e il Consorzio. L’Ati, infatti, viene istituita prevalentemente per la partecipazione ad un bando di gara, ed è utilizzata per raggiungere i requisiti dimensionali minimi richiesti dal bando, ovvero per suddividere il lavoro tra le varie azienda partecipanti. La rete, invece, è finalizzata ad un’alleanza non episodica, essendo focalizzata su iniziative che, come nel caso di specie, richiedono tempo, anche in considerazione del fatto che i gestori aderenti condivideranno un programma a medio/lungo termine che vada nella direzione, appunto, di affermare il ruolo dei gestori come presidio di legalità sul territorio. Il Consorzio è una organizzazione attraverso la quale i consorzianti convengono di svolgere in comune e condividere determinate fasi delle loro attività di impresa. La rete, invece, è una forma di aggregazione meno invasiva, dove non è richiesta l’unificazione di una parte del proprio business. In altre parole, le imprese aderenti alla Rete possono continuare a svolgere il loro business in autonomia, essendo la rete solo un’opportunità per (i) migliorare la propria performance economica; (ii) realizzare degli obiettivi che singolarmente nessuna impresa sarebbe in grado di realizzare.

 
PROPOSTA AWP3
L’art.11 del decreto legislativo di riordino delle disposizioni in materia di gioco pubblico prevede che: “con regolamento di cui al precedente articolo 7 è disciplinato il processo di evoluzione tecnologica degli apparecchi AWP per la loro integrale sostituzione entro il 31 luglio 2017 con apparecchi che, in analogia alle VLT, consentono esclusivamente il gioco pubblico da ambiente remoto”. Questa scelta non tiene conto del fatto che un nuovo apparecchio (AWP3, evoluzione dell’attuale AWP2) è già stato previsto per introdurre innovativi meccanismi e sistemi di sicurezza e per ridurre al minimo le possibilità di frodi a tutela della legalità, dei giocatori e dei minori. La disposizione è contenuta in un decreto ADM pubblicato il 29 maggio 2013 con prot. 2302, approvato dall’Unione Europea ai sensi della direttiva 98/48/CE e inserito nel piano di sviluppo impartito da ADM nel 2015 ai concessionari con la seguente disposizione: “con particolare riferimento agli apparecchi AWP e all’implementazione delle funzionalità necessarie ai fini dell’installazione delle c.d. AWP3 di cui al decreto direttoriale 29 maggio 2013 ciascun concessionario dovrà proseguire l’attività già avviata, anche in relazione a quanto già stabilito nel decreto attuativo del 13 settembre 103”. Il rinvio della pubblicazione del decreto attuativo nella Gazzetta ufficiale è stato giustificato da ADM per armonizzare l’introduzione dei nuovi apparecchi con le disposizioni presenti nella legge delega in materia di distribuzione dell’offerta di gioco sul territorio. In particolare, il decreto prevede per gli apparecchi AWP3 di nuova generazione: 1) l’attivazione di sistemi di riconoscimento della maggiore età per la tutela dei minori; 2) la certificazione di ogni singola scheda di gioco inserita negli apparecchi da installare sul territorio; 3) un sistema di riconoscimento preventivo di tutti i soggetti autorizzati alla manutenzione degli apparecchi, con registrazione di ogni intervento eseguito sul congegno. L’obiettivo di ADM per le AWP3 è quello di avere un apparecchio altamente sicuro nella grande distribuzione di 96.000 punti di gioco e inibito all’uso di minori. AWP3 è una soluzione in continuità con il passato, conferma gli attuali ruoli della filiera– concessionario, gestore, esercente – si avvale di produzione italiana per giochi e cabinet e il costo di adeguamento degli apparecchi che già oggi sono predisposti alle modifiche previste aggira intorno ai 1.000€ ad apparecchio. Pertanto, soddisfa gli obiettivi di sicurezza sociale, legalità e protezione dei minori e garantisce continuità a un costo del tutto sostenibile per gli operatori e per i giocatori. Il decreto delega, con sorpresa, non fa cenno alle AWP3 e prevede la sostituzione delle AWP con apparecchi in funzionamento da remoto che, in quanto tali, non possono definirsi AWP e sono VLT a tutti gli effetti. Di seguito le principali caratteristiche delle due tipologie di apparecchi. AWP: apparecchio da intrattenimento il cui gioco è inserito all’interno dell’apparecchio stesso e funziona in modalità autonoma. L’attuale rete di ADM è gestita dai concessionari anche per controllare il gioco da remoto. I gestori (ovvero terzi incaricati della raccolta) hanno il compito di raccogliere le giocate e di verificare la legalità del funzionamento. Costo massimo della giocata 1 €, vincita massima 100 €, restituzione certificata del 74% in vincite su un ciclo chiuso di 140.000 partite. All’interno di questo tipo di macchina, si introduce e si restituisce esclusivamente moneta e, per i suoi bassi limiti di giocata e di vincita, è riconosciuta come apparecchio da intrattenimento. VLT: apparecchio collegato a una piattaforma presso il sistema del concessionario che trasmette in corrispondenza di ogni partita un numero casuale che determina il risultato. Il sistema prevede di condividere premi in rete (jackpot) e i parametri di gioco sono molto più alti di quelli delle AWP. Costo massimo della giocata 10€, vincita massima della partita 5.000€, jackpot da 100.000 a 500.000€. È attivabile con banconote e ticket e risulta apparecchio ad alta intensità di gioco per gli elevati parametri di vincite. Le AWP sono installate all’interno dei 96.000 bar/caffè/tabacchi, le VLT nelle circa 5.000 gaming hall.
Prima di addentrarci nelle considerazioni circa l’impatto del progetto di sostituzione degli apparecchi nella grande distribuzione, è opportuno fare alcune considerazioni sui costi della soluzione con apparecchi da remoto:
La rete di collegamento dei nuovi apparecchi dovrebbe quasi certamente avere le caratteristiche come quella delle attuali VLT, quindi del tipo MPLS con collegamenti ADSL o fibra. Sulla base di costi già sostenuti per le VLT (600 € a punto) è stimabile in circa 50 milioni il costo di rete per 80.000 punti, cui vanno aggiunti 200 milioni per costi una tantum di server e licenze software, compresi i costi di certificazione. Apparecchi e giochi vanno sostituiti completamente per un costo di circa 3.000 € ad apparecchio per 300.000 unità pari a circa 900 milioni.
I fornitori della tecnologia VLT – tutti stranieri – percepiscono oggi il 10% del ricavo netto che, a valori 2014 di volume di gioco delle AWP, equivale a circa 300 milioni all’anno. Pertanto, negli anni che rimangono per la fine della concessione, i costi di tecnologia di sistemi e apparecchi ammonterebbero ad un ordine di grandezza di circa 2,5 miliardi e non sarebbero facilmente ammortizzabili.
Nell’ipotesi che i nuovi apparecchi abbiano in futuro una raccolta pari a quella del 2014, circa il 20% del ricavo netto verrebbe speso per il nuovo sistema tecnologico.
Fatta questa premessa sui potenziali costi, viene da chiedersi quali siano i vantaggi di un tale sistema rispetto alle AWP3. Abbiamo visto che AWP3 garantisce contro i minori e che l’eventuale manomettibilità è ridotta al massimo. Il gioco in rete può avere solo un coefficiente di sicurezza leggermente superiore che comunque non giustifica un investimento di miliardi. Per il resto, sono individuabili solo svantaggi:
portare i nuovi apparecchi nell’attuale rete commerciale del gioco è pericolo di diffusione del gioco d’azzardo spinto e non sono ancora noti i parametri VLT nei bar! Questo disegno contrasta con le soluzioni fin qui adottate di confinare le VLT nelle gaming hall, luoghi chiusi e in numero limitato (oggi poco meno di 5.000) e porterebbe il gioco d’azzardo patologico (GAP) in tutta Italia con grave pericolo, questa volta, per la salute pubblica e la sicurezza sociale.
Il progetto dei nuovi apparecchi è di dubbia realizzazione nei tempi previsti nonché di dubbia realizzazione in assoluto perché non è conosciuta al mondo una rete di VLT online real time di queste dimensioni anche se articolata su 13 concessionari.
Incertezza del futuro degli operatori italiani. Le AWP sono prodotte in Italia come pure i giochi ivi residenti. Viceversa, le tecnologie VLT sono esclusivamente straniere (USA, UK, Austria) con soluzioni spesso proprietarie nel senso che cabinet e giochi devono obbligatoriamente essere degli stessi provider delle soluzioni tecnologiche.
Da ultimo, la posizione dei concessionari che dovrebbero provvedere a questo enorme investimento. In conseguenza delle ben note vicende legislative e giudiziarie in cui sono incorsi nel passato, oggi i concessionari sono fortemente indebitati. Per cui, anche se aderissero al progetto di sostituzione delle AWP, potrebbero intravedere gli stessi pericoli del passato per il mancato raggiungimento degli obiettivi imposti dal regolatore. In altri termini, è anche dubbio che gli attuali concessionari possano aderire a un progetto altamente costoso e potenzialmente ad alto rischio.
Conclusioni
Le nuove apparecchiature tipo VLT non sembrano presentare vantaggi rispetto alle previste AWP3. Presentano viceversa molti aspetti negativi: alto costo di investimento,manutenzione e gestione; rischio che i parametri di gioco, per risultare remunerativi, debbano essere modificati a rialzo e comportino per il giocatore il pericolo di gioco aggressivo e d’azzardo; grave danno all’economia italiana per la perdita di produzione da parte dell’industria italiana del gioco e la consegna nelle mani di operatori stranieri; forti dubbi che gli attuali concessionari, già tutti fortemente indebitati, possano accettare impegni finanziari così gravosi; dubbia fattibilità tecnica nei tempi previsti, complessa realizzabilità e successiva gestione.

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