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FIT: il miraggio del riordino per la rete fisica del gioco

Ennesima delusione per il riordino del gioco fisico. Dopo tanto lavoro e altrettante promesse, anche questa volta il progetto è inesorabilmente sfumato. E’ quanto dichiara la FIT, federazione dei tabaccai.

La notizia, una vera doccia fredda, è arrivata in prossimità della convocazione del Consiglio dei Ministri del 4 giugno scorso, che avrebbe dovuto approvare – o perlomeno discutere – lo schema di decreto legislativo compilato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con la supervisione del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Un via libera che non c’è stato e, anzi: l’argomento non ha trovato sede neanche nell’ordine del giorno del CDM, aspetto che suggerirebbe – come riportato dalla stampa – che a mancare sarebbe stato proprio il via libera preventivo della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Tutto da rifare? Ebbene sì o perlomeno così sembra, anche perché i tempi per esercitare la delega conferita al Governo sono ormai davvero strettissimi, al punto che portare a termine il lavoro sarebbe un’impresa praticamente impossibile. Per capire meglio la situazione, facciamo un passo indietro: la riforma dell’intero comparto del gioco pubblico rappresentava uno dei principali obiettivi affidati al Governo nel 2023; intero comparto, si è detto e infatti si parlava di riordino tanto del settore on line quanto di quello fisico.

Se per quanto riguarda il canale on line il percorso poteva ritenersi sostanzialmente completato fin da metà 2024 (con l’adozione del Decreto Legislativo n. 41/2024, meglio noto come Decreto PVR. NdR), per il settore fisico la questione è sembrata da subito molto più spinosa. Anche perché per «riordino fisico» si intendono essenzialmente due segmenti difficilissimi (ben più del mondo on line), sui quali si consuma ormai da anni un vero e proprio braccio di ferro tra Governo centrale da una parte e Regioni ed Enti locali dall’altra: scommesse e apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro.

E così mentre si lavorava e si litigava, i mesi sono filati via, uno dopo l’altro e a suon di proroghe si è giunti a individuare il 29 agosto 2026 come termine ultimo per confezionare la riforma. Praticamente… dopodomani. Ecco perché, pur in assenza di dichiarazioni ufficiali, la battuta d’arresto che è trapelata vale sostanzialmente come una pietra tombale.

Le motivazioni della bocciatura non sono note, ma anche qui ci sono diverse indiscrezioni prontamente riportate dai giornali. In questo detto e non detto, pare che il principale elemento di criticità sarebbe stato rappresentato (ancora una volta) dalla disciplina delle distanze dai cosiddetti luoghi sensibili. La bozza di decreto (che, ricordiamo, non è mai stata presentata pubblicamente in un testo ufficiale, né a STS né alla stampa) sarebbe stata costruita attorno a un distanziometro di 100 metri da scuole secondarie e SERD per i punti vendita certificati e di 200 metri per quelli non certificati.

Tali misure avrebbero determinato valutazioni contrastanti all’interno dell’Esecutivo, in quanto ritenute da un lato non congrue con gli obiettivi di tutela perseguiti dalla riforma e dall’altro potenzialmente suscettibili di produrre una significativa contrazione della rete di raccolta, soprattutto nell’ambito degli esercizi generalisti, con conseguenti effetti pregiudizievoli sulle entrate erariali.

Insomma, distanziometro sì e distanziometro no: il riordino sarebbe rimasto bruciato ancora una volta nell’eterna contrapposizione di queste due fazioni.

La delusione, come si diceva, è grande, anzi grandissima. Anche perché – è bene ricordarlo – bucare il riordino significa permanere nella palude fatta di leggi regionali, regolamenti comunali e ordinanze sindacali che, con il dichiarato obiettivo di tutelare la salute dei cittadini dal gioco patologico, hanno di fatto distorto il mercato, riducendo selvaggiamente l’offerta legale e, nei casi più estremi, espulso di fatto specifici giochi dal proprio territorio.

Ma soprattutto, per una filiera assetata di certezze, mai come questa volta il riordino sembrava a un passo dall’essere raggiunto. Invece, come nel deserto più torrido e spietato, non era altro che l’ennesimo e crudele, miraggio.

Redazione Jamma
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