Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

Fit e Utis insieme contro aumento del preu e canone Rai

In: Apparecchi Intrattenimento, Associazioni

17 febbraio 2012 - 10:49


totor

(Jamma) Dopo le tabaccherie che in questi giorni hanno ricevuto la visita degli ispettori della Rai che hanno notificato loro il verbale di possesso e relativa tassa da pagare sui monitor, oggi è in comprensibile fibrillazione il mondo delle agenzie e delle scommesse.

Dopo la Federazione Tabaccai anche la Utis (unione totoricevitori italiani sportivi) ha richiesto un incontro urgente con il Ministero delle Finanze per chiarire questo ennesima imposizione. «Anche io ho ricevuto il verbale Rai per il pagamento di un abbonamento che sono stato costretto a pagare per evitare problemi al funzionamento della mia agenzia. Ora, dopo il caso delle tabaccherie, abbiamo richiesto un incontro urgente come Utis perché trovo assurdo, spiega Gabriele Nogherotto titolare di una totoricevitoria a Portogruaro, che si debba pagare un abbonamento Rai per dei monitor che pur essendo terminal televisivi, hanno già onorato in partenza la tassa in quanto versata allo Stato dai vari concessionari».

Ma sul tavolo metteranno anche la proposta presentata ieri, di portare dal 2 al 5% il Preu, prelievo fiscale sulle VTL Video terminal lottery. «Se dovesse passare un prelievo del genere, prosegue Nogherotto, non saranno più molte le agenzie che se resteranno aperte, potranno permettersi di pagare i propri dipendenti. Già si viaggiava in apnea finanziaria, ma ora con questa nuova percentuale di prelievo avremo una perdita secca del 70%». «Ho fatto i calcoli riferiti ai mesi di dicembre 2011 e gennaio 2012, ha sottolineato Nogherotto, ed applicando il nuovo Preu che è già stato portato al 4% ed è pronto per il gradino superiore, ho avuto una perdita secca del 43%, nell’impossibilità quindi di poter pagare gli stipendi ai dipendenti. Dal due al 5% vuol dire un aumento senza precedenti del 150%, che non contribuirà a far crescere l’economia anzi, sono più che convinto che queste continue imposizioni e tasse sulle attività commerciali ne strozzeranno lo sviluppo e favoriranno una maggiore presenza italiana nelle sale da gioco slovene e austriache, e da noi la crescita del gioco illegale e clandestino come hanno riportato le notizie di cronaca».

Commenta su Facebook


Realizzazione sito