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Deputati UK avvertono: l’aumento delle tasse sul gioco alimenterà il pericoloso mercato nero illegale

Durante un recente dibattito alla Camera dei Comuni, numerosi deputati britannici hanno lanciato un allarme sui rischi legati all’aumento delle imposte sul gioco d’azzardo, avvertendo che le modifiche previste alle aliquote fiscali potrebbero favorire la crescita del mercato nero illegale del gambling.

Nel corso del confronto sul Finance Bill, che introdurrà un quasi raddoppio della tassazione sul gioco online, parlamentari di diversi schieramenti hanno espresso forti preoccupazioni sull’impatto delle nuove imposte sulle entrate del Tesoro. Secondo i deputati, ulteriori aumenti fiscali rischiano di danneggiare il settore regolamentato, premiando al contrario gli operatori illegali che operano senza controlli.

La Betting and Gaming Council (BGC) ha avvertito il Governo che gli aumenti delle tasse sul gioco annunciati nell’ultimo Bilancio porteranno a perdite di posti di lavoro sia nel retail sia nell’online, a una riduzione degli investimenti sulle strade commerciali e a uno spostamento dei consumatori verso il mercato nero, dove non esistono tutele per i giocatori, misure di gioco responsabile né contributi alle finanze pubbliche.

James Wild MP, Shadow Exchequer Secretary to the Treasury, ha sottolineato le conseguenze indesiderate di un’eccessiva pressione fiscale sul settore del gioco, dichiarando che quando le tasse aumentano oltre un certo livello i comportamenti dei consumatori cambiano e il gettito può diminuire. Invece di ridurre la domanda, l’attività si sposta verso mercati non regolamentati, dove le protezioni per i consumatori sono più deboli, i rischi di frode più elevati e le entrate fiscali non vengono riscosse.

Secondo le stesse stime del Tesoro, l’aumento dell’attività non autorizzata potrebbe raggiungere i 500 milioni di sterline, a fronte di soli 26 milioni stanziati per contrastarla, una cifra giudicata insufficiente rispetto alla portata della minaccia che il nuovo Bilancio rischia di amplificare.

Un’analisi indipendente di EY evidenzia con chiarezza le possibili conseguenze: l’aumento della Remote Gaming Duty potrebbe costare quasi 15.000 posti di lavoro ad alta specializzazione e spostare oltre 4 miliardi di sterline di giocate verso operatori non autorizzati. Un incremento della tassa sulle scommesse sportive potrebbe inoltre spingere altri 2 miliardi di sterline verso l’estero e causare ulteriori 1.750 perdite occupazionali. In totale, quasi 17.000 posti di lavoro sarebbero a rischio, molti dei quali in aree che necessitano maggiormente di investimenti, con oltre 6 miliardi di sterline di giocate che potrebbero finire nel mercato nero.

Anche Gareth Snell MP, deputato laburista per Stoke-on-Trent Central, ha richiamato le preoccupazioni dell’Office for Budget Responsibility, sottolineando che le modifiche fiscali porteranno a una maggiore attrattiva del mercato nero, con effetti più dannosi sull’economia e un gettito fiscale inferiore rispetto alle aspettative.

Ulteriori timori sono stati sollevati riguardo all’impatto sulle associazioni benefiche e sulle buone cause, con diversi deputati che hanno parlato di un possibile “precipizio finanziario” per molte organizzazioni, in concomitanza con l’introduzione del contributo obbligatorio. È stata ribadita l’importanza di evitare che le modifiche alla tassazione del gioco compromettano i flussi di finanziamento essenziali per le charity che dipendono da un settore del gioco regolamentato e sostenibile.

Caroline Dinenage MP, presidente della Commissione Cultura, Media e Sport, ha dichiarato di aver ricevuto segnalazioni molto preoccupanti, in particolare da parte delle organizzazioni di volontariato, che rischiano gravi difficoltà finanziarie a causa dei ritardi e della mancanza di informazioni sulla transizione ai pagamenti del prelievo tramite il sistema sanitario. Dinenage ha invitato il Governo ad agire affinché nessuna organizzazione attiva nella prevenzione dei danni da gioco sia costretta a chiudere per problemi legati ai finanziamenti.

A rafforzare l’allarme è intervenuta anche Grainne Hurst, CEO della Betting and Gaming Council, secondo cui i deputati hanno correttamente evidenziato le conseguenze reali di ulteriori aumenti fiscali sul gioco, che potrebbero tradursi in perdite di posti di lavoro, chiusure di punti vendita e un aumento dei flussi verso il mercato nero illegale e insicuro.

Hurst ha ricordato che l’industria del betting e del gaming regolamentato nel Regno Unito sostiene attualmente 109.000 posti di lavoro, contribuisce con 4 miliardi di sterline in tasse e svolge un ruolo fondamentale nel finanziamento dello sport, delle associazioni benefiche e delle iniziative di gioco responsabile. Indebolire il settore con ulteriori aumenti fiscali, ha concluso, significa favorire gli operatori illegali che non pagano tasse e non offrono alcuna tutela ai consumatori, invitando il Governo ad adottare un approccio basato su dati concreti per sostenere occupazione, crescita e legalità nel settore del gioco.

Redazione Jamma
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