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Curcio: “Sapar e filiera che rappresenta sono responsabili e non intendono sottrarsi ad un pagamento equo, sostenibile e proporzionato”

In: Apparecchi Intrattenimento, Associazioni

7 maggio 2015 - 09:54


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(Jamma) – “La Sapar e la filiera che rappresenta sono responsabili e non intendono sottrarsi ad un pagamento equo, sostenibile e proporzionato”. È ferma la posizione del presidente dell’Associazione Nazionale Sapar, Raffaele Curcio (foto), che spiega la linea politica che l’Associazione ha seguito in questo ultimo periodo.

 

“Un chiarimento è necessario – prosegue Curcio – per fugare qualsiasi dubbio sulle politiche associative che la Sapar sta sostenendo e perseguendo, per la tutela e la sostenibilità della filiera; e per filiera intendo quella che ad oggi ha costituito un crinale forte per l’affermazione del gioco lecito e garantendo il gettito erariale, ovvero concessionario – gestore – esercente.

 

L’azione della Sapar è stata necessaria, proprio perché la ripartizione era fortemente sbilanciata, iniqua e sproporzionata, e rischiava di mettere in pericolo la stabilità delle aziende di gestione, che sono poi quelle che realmente si assumono in toto i rischi e gli oneri della gestione degli apparecchi sul territorio”.

 

Nel dissipare qualsiasi dubbio sull’atteggiamento assunto dall’Associazione, il presidente ribadisce: “Non siamo ricorsi a nessun tipo di comportamento “demagogico”. E personalmente il termine demagogico lo utilizzo nel suo significato letterale originario ovvero “l’arte di guidare il popolo”: quindi è necessario guidare le aziende nella direzione giusta per far sì che venga ristabilita la norma in maniera tale che tutti i soggetti della filiera possano assumersi i propri oneri, ma in maniera equa e proporzionata.

 

Tacciare la Sapar e le migliaia di aziende iscritte di aver assunto un atteggiamento ed un comportamento talmente irresponsabile da poter indurre il legislatore a mettere in atto un comportamento “punitivo” nei confronti del gestore, è del tutto strumentale e realmente “demagogico”, oltreché fuorviante. Soprattutto se queste insinuazioni giungono da un’associazione di categoria che evidentemente fa gli interessi di “alcuni soggetti privilegiati”.

 

Conclude quindi Curcio: “Gli associati Sapar sono e rimangono soggetti responsabili nei propri comportamenti: negli anni essi non si sono mai sottratti dal versare contribuiti e pagamenti richiesti al settore, così come oggi non si esimono dal pagare la giusta ed equa parte, anche se questo comporta tagli ed ottimizzazioni. Naturalmente nell’ottica di un sistema futuro, attraverso la Delega Fiscale, che non sia concepito come epurazione del ruolo del gestore ma come integrazione dello stesso”.

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