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COSTA – CIFONE. Dicharazioni di Ugo Cifone, presidente ACOGI

In: Associazioni, Scommesse

21 febbraio 2012 - 12:28


cifone

La Corte di Giustizia Europea si pronuncia in favore del Presidente ACOGI

(Jamma) – Ugo Cifone scrive a Jamma dopo la sentenza CGE: “Dopo circa 3 anni di vessazioni, discriminazioni, accuse ingiuste e danni patiti, ecco la Sentenza Costa – Cifone pronunciata dalla Corte di Giustizia Europea”.

Il Presidente dell’Associazione Consumatori e Operatori del Gioco in Italia, UGO CIFONE,  – si legge nella nota della associazione ACOGI – ha ottenuto una rivincita personale, oltre che un riconoscimento importante per tutto il sistema del betting italiano.

La Corte di Giustizia Europea ha comunicato ufficialmente il proprio responso sulle questioni pregiudiziali sottoposte all’attenzione dell’On. le Giudicante: le norme italiane non sono conformi al diritto dell’Unione Europea; l’operato dello stato membro è stato considerato discriminatorio.

Una sentenza datata 16 febbraio 2012, ma in qualche modo anticipata parzialmente nei contenuti già il 27 ottobre dello scorso anno, quando l’Avvocato Generale presso la Corte di Giustizia affermava, in più punti, l’incompatibilità comunitaria della normativa nazionale.

Un verdetto che premia il lavoro incessante e meticoloso di Ugo Cifone, Presidente dell’ACOGI, l’autorevole organismo di categoria che punta oggi ad un disegno di legge per una razionale ed equa regolamentazione del comparto delle scommesse in Italia.

La vittoria del Presidente determinerà una svolta storica nell’ambito del mondo del betting, verrà ricordata in tutti i testi di diritto internazionale e conferirà all’associazione da Lui presieduta un valore aggiunto di indiscussa rilevanza, in grado di condurla a passo spedito verso il raggiungimento degli obietti vi presi di mira: dialogo con le istituzioni e tutela di tutti gli operatori del
gioco, al fine di porre le basi per un lavoro sereno senza più tensioni e umiliazioni.

La CGE, oggi, sancendo l’illegittimità del sistema concessorio italiano rispetto ai principi sanciti dal Trattato dell’Unione Europea chiarisce, ancora una volta, che le discriminazioni e le denigrazioni attuate nei riguardi dei titolari dei CTD e CED legati a bookmaker esteri erano infondate, in quanto le prescrizioni della normativa italiana sono sempre state rispettate: al Presidente Ugo Cifone come anche agli altri operatori, tuttavia, resta l’amarezza di essere stati accusati ingiustamente.

Aggiunge il Presidente ACOGI: “Ho dovuto intraprendere lunghe e costose battaglie legali per poter rivendicare i miei diritti, ma da oggi ho un motivo in più per continuare a portare avanti le mie ragioni e quelle di chi, come me, ha subito, senza poter fare altro che rivolgersi a degli avvocati per ottenere giustizia”
I diritti riconosciuti dalla Corte di Giustizia Europea, quantomeno in relazione alla libertà di stabilimento e alla libera prestazione dei servizi garantite dal diritto dell’Unione, sono da oggi patrimonio di tutti i titolari di CTD e CED, nonché di tutti coloro che operano sul territorio italiano nel settore del betting legati a bookmaker con licenza estera.

Non dimenticando di ringraziare per l’enorme successo ottenuto i difensori da lui nominati, Avv. ti Jacchìa, Agnello, Di Donati e Dossena, Ugo Cifone non si adagia sugli allori ma guarda avanti con fiducia e conclude: “la sentenza della CGE è un successo, ma più che un traguardo, rappresenta un punto di partenza per il raggiungimento di altrettanto importanti risultati!”.

Un ringraziamento particolare è rivolto, infine, ad un amico che da sempre assiste ed è vicino al Presidente, l’Avv. Marco Ripamonti.

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