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Conti correnti e gioco legale, Guitto (AGSI): “Serve un conto di base per le imprese per sbloccare il ddl 1595”

Prosegue il confronto sul tema dell’accesso ai conti correnti per le imprese del gioco pubblico, dopo la presa di posizione dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI), che ha espresso contrarietà all’introduzione di un obbligo generalizzato per gli istituti di credito di aprire rapporti bancari a tutti gli operatori.

Sulla questione interviene Antonio Guitto, vicepresidente di AGSI, che indica una possibile strada per superare le criticità evidenziate dall’ABI senza compromettere l’iter del disegno di legge n. 1595, dedicato proprio al tema della bancabilità delle imprese.

«La situazione è ben rappresentata dalle analisi pubblicate sul tema. Ribadisco che va disciplinato un conto di base per le imprese, introducendo una clausola di salvaguardia nell’obbligo di motivazione scritta del rifiuto, analogamente a quanto già previsto per il conto di base destinato ai consumatori. In questo modo si potrebbero soddisfare i rilievi avanzati dall’ABI e consentire al ddl 1595 di arrivare al voto in Aula», afferma Guitto.

Secondo il vicepresidente di AGSI, un’alternativa potrebbe essere la sottoscrizione di un protocollo d’intesa vincolante tra ABI e Banca d’Italia, ispirato al modello già adottato in Belgio.

«Dopo tre rifiuti da parte di altrettanti istituti di credito, l’impresa dovrebbe poter presentare istanza alla Camera dei servizi bancari che, d’ufficio, individua una banca obbligata ad aprire il conto corrente, salvo specifiche e tassative cause di esclusione. Si tratta di un meccanismo diverso dall’attuale ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario e che garantirebbe una soluzione concreta al problema», spiega.

Guitto evidenzia infine come eventuali modifiche all’attuale testo del ddl 1595 comporterebbero un nuovo passaggio parlamentare alla Camera dei deputati, con il rischio di allungare ulteriormente i tempi di approvazione. Per questo, conclude, sarebbe preferibile individuare una soluzione condivisa che consenta di rispondere alle osservazioni dell’ABI senza rallentare l’iter legislativo.

Redazione Jamma
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