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Conti correnti, Chiacchio (AGSI): “Da Banca d’Italia un’apertura importante, il gioco legale non può essere discriminato”

L’audizione della capo del Dipartimento Tutela della clientela e educazione finanziaria della Banca d’Italia, Magda Bianco, davanti alla Commissione Finanze e Tesoro del Senato rappresenta un segnale positivo per il settore del gioco pubblico. Ne è convinto il presidente di AGSI, Associazione Gestori Scommesse Italia, Pasquale Chiacchio, che legge nelle dichiarazioni dell’Istituto un’importante apertura sul tema dell’accesso ai servizi bancari da parte delle imprese autorizzate.

“Come evidenziato dalla rappresentante della Banca d’Italia durante l’audizione davanti alla Commissione Finanze del Senato – afferma Chiacchio – l’inclusione finanziaria rappresenta il presupposto essenziale per la partecipazione alla vita economica e sociale. È un obiettivo sul quale la stessa Banca d’Italia ha dichiarato di voler puntare e questo è un segnale importante.”

Secondo il presidente di AGSI, particolare rilievo assumono anche i riferimenti alle esperienze europee. “La funzionaria ha richiamato il diritto al conto previsto in Francia e il conto business operativo in Belgio. Inoltre, nelle conclusioni, la Banca d’Italia ritiene meritevole di valutazione una soluzione che concentri nuove tutele proprio sui clienti non consumatori che hanno diritto alla tenuta di un conto corrente. Mi sembra che si stiano creando finalmente le condizioni che attendiamo da tempo.”

Chiacchio si sofferma poi sul dato illustrato durante l’audizione relativo agli esposti ricevuti dall’Istituto.

“La Banca d’Italia ha rilevato che tra il 2019 e il 2025 sono arrivati soltanto 280 esposti sulle difficoltà nell’apertura dei conti correnti. Secondo noi questo è un aspetto marginale, perché molti operatori non presentano un esposto. Ciò che conta è l’apertura dimostrata dalla Banca d’Italia. Credo che anche il nostro impegno come associazione sia servito a smuovere la situazione la cui criticità è stata più volte evidenziata.”

Per il presidente di AGSI non esistono motivi per continuare a discriminare il comparto del gioco pubblico autorizzato.

“Molto spesso si dimentica che le imprese del settore sono autorizzate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, operano con una licenza di pubblica sicurezza e rispettano tutte le regole previste dallo Stato. Tutti i flussi sono certificati da Sogei, una società del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Le garanzie ci sono tutte e il settore non può continuare a essere trattato come se fosse diverso dagli altri, o anche solo più problematico.”

Proprio per documentare il fenomeno, AGSI annuncia una nuova iniziativa rivolta agli operatori.

“Lanciamo un appello a tutti gli operatori del gioco legale affinché ci inviino via e-mail i dinieghi ricevuti per l’apertura dei conti correnti o gli eventuali provvedimenti di chiusura dei rapporti bancari. Vogliamo raccogliere elementi concreti a sostegno della posizione che stiamo portando avanti.” Queste informazioni sono importanti a testimonianza delle criticità denunciate in merito al diniego per l’apertura di conti correnti o alla chiusura degli stessi in basse alla tipologia di attività ritenuta dagli Istituti Bancari particolarmente a rischio.

Chiacchio interviene anche sul quadro normativo del settore, auspicando che l’eventuale rinvio del riordino del gioco fisico (in considerazione della scadenza del 29 agosto prossimo dei termini per l’attuazione della Delega Fiscale) venga utilizzato per una revisione complessiva della disciplina.

“Il Decreto Dignità esiste, ma viene aggirato continuamente. Vediamo pubblicità sui social, negli stadi e in televisione. Allora chiediamoci a cosa serve mantenere una norma che viene sistematicamente elusa.”

Secondo il presidente di AGSI è arrivato il momento di superare sia il Decreto Dignità del 2018 sia il Decreto Balduzzi, del 2012.

“Approfittiamo del probabile slittamento del nuovo bando di gara e azzeriamo tutto. Il Decreto Balduzzi e il Decreto Dignità appartengono a un contesto completamente diverso. Parliamo di norme contestualizzate in un momento storico completamento diverso da quello che stiamo vivendo. Servono poche regole, semplici, chiare e non interpretabili, ma soprattutto adeguate alla situazione. Così ogni operatore sa esattamente cosa può fare e cosa non può fare.”

Infine, Chiacchio ribadisce la necessità di tutelare il comparto del gioco legale, distinguendo con chiarezza chi opera nel rispetto delle regole da chi le viola.

“Questo settore deve ritrovare la giusta serietà. È composto da imprese che sono abituate a rispettare tutte le prescrizioni dello Stato. Chi non rispetta le regole è giusto che venga espulso dal mercato. Ma chi opera nella legalità deve poter lavorare senza discriminazioni e con un quadro normativo finalmente certo.”

Redazione Jamma
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