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Consorzio Unigest 2011 : “Ennesimo tentativo della politica di cancellare la figura del gestore, ma noi siamo decisi a resistere”

In: Apparecchi Intrattenimento, Associazioni

18 dicembre 2014 - 12:28


unigest

(Jamma) Come annunciato giorni fa, il 15 dicembre scorso si è tenuto a Bari un meeting organizzato dal Consorzio Unigest 2011, consorzio operante nel centro sud Italia, che già conta 18 aziende, tutte presenti al meeting oltre ad altre aziende del comparto che sono intervenute all’incontro. Gli argomenti all’ordine del giorno chiarissimi e definiti nella scaletta stilata dal presidente fondatore Cosimo Tarantino. A conferma per i già iscritti il presidente ha dato il via al suo intervento elencando le attività e gli obiettivi del consorzio: capacità d’acquisto di beni a prezzi molto più favorevoli di quelli di mercato, accordi ad hoc con Concessionari di rete per costi di connessione quasi annullati, patto di non concorrenza tra consorziati e tanto altro a difesa del ruolo della impresa di gestione. Ma quello stesso ordine del giorno ha rappresentato motivo di imbarazzo per il presidente Tarantino per la mancata certezza circa la possibilità che  tale “nostra figura” possa ancora sopravvivere, come ha spiegato,  mentre tutti i presenti erano intenti a scorrere sui propri smartphone siti e notizie di settore che si susseguivano su emendamenti e cambi di rotta. Lo sconcerto che si leggeva sui volti dei presenti non poteva che suggerire un quesito : ma questo consorzio, che ormai da 4 anni tutela e favorisce una figura professionale alla luce degli ultimi dibattiti governativi in materia di giochi, quale figura tutela ancora?
Il macigno dell’esborso economico previsto ( 500 mln di euro ndr) ha assunto, seppur ingiustamente visti gli importi, una rilevanza secondaria rispetto a tutti gli emendamenti presentati dai quali emergeva chiaramente l’inutilità o forse l’inesistenza della figura del gestore; unica figura nella filiera del gioco automatico, che veramente investe, lavora, rischia, subisce, costruisce, crea lavoro e redditività a esercizi e dipendenti- si legge in una nota del Consorzio. A quel punto le riflessioni e gli argomenti fissati per l’incontro sono cambiati, lasciando posto a sconcerto ed incredulità. Sul nostro lavoro, già ridotto in fasciame nel corso degli anni, è caduta un’ombra pericolosa, quella della disinformazione, spiegano gli operatosi.
“Disinformazione di un legislatore che fa senza sapere, decide senza conoscere e non tiene conto della pericolosità delle proprie scelte. Siamo definiti coloro che, nella filiera, di fatto non hanno nessun ruolo. Di ruoli invece ve ne sono tantissimi , ed i piu’ rischiosi, i più costosi ed onerosi li svolge proprio il gestore. Raccolta, versamento, rischio rapine, acquisto apparecchi, assistenza, riempimento hopper, gestione, contrattualizzazione e fidelizzazione del cliente. Monetizziamo a volte i nostri clienti affrontando i loro debiti, spese di gestione ed esigenze economiche varie. E si trascurano i numeri che si sviluppano per l’erario, solo grazie ad una gestione capillare e territoriale. Ma questo il legislatore non lo sa, ha solo pensato di scovare la gallina dalle uova d’oro, senza sapere che invece ci ha ridotti in vacca troppo munta.
Se poi addirittura come oggi, la vacca la si vuole macellare, cosa ci sarà ancora da mungere? Forse che “ i signori del gioco” auspicano la consegna del settore nelle loro mani? Sarebbero in grado di “non fare quello che noi non facciamo” per mantenere alto il livello di redditività del settore . Settore che noi gli abbiamo permesso di trasformare in gioco lecito, eliminando ‘noi’ i videopoker ed investendo sulle Awp. Dico noi perchè se non fosse stata un nostra volontà quella di cambiare. Perchè se è vero che gestire 100 slot vuol dire garantire la raccolta, investire centinaia di migliaia di euro sulla tecnologia, fornire fideiussioni, sostenere costi gestionali, rischiare sino a 50.000€ se due “fesserie”scritte su un foglio di carta come prevede il decreto Balduzzi mi cascano dal muro e tanto altro per ogni etichetta e balzello da affiggere obbligatoriamente; è anche vero che il noleggio di un totem in comodato non costa nulla, non ha tassazione, non è sequestrabile e sanzionabile, non ha contingentamento, non si esborsano patrimoniali di 500 milioni di euro annui, non ci sono cambi biennali di leggi, tasse e apparecchi. E come non pensare che un videopoker libero da ogni dazio frutta esentasse molto più di una slot, rischiando, forse, una sanzione amministrativa di massimo € 3000? Ed è allora che la discussione dell’ordine del giorno del convegno è diventato: a cosa mira il governo? Quali apparecchi conviene gestire oggi? Abbiamo legislatori capaci ed informati o “gente” che parla e “dice qualcosa”con la pericolosità di poter trasformare in legge la propria ‘ignoranza’?
“La ripresa degli argomenti e obiettivi che si prefigge il consorzio – continua la nota- è stata possibile solo grazie al fatto che il presidente, in rappresentanza della figura del gestore, oltre agli oneri, gli impegni e i compiti che ha all’interno della filiera, ha avuto già in passato, come tutti i gestori, la capacità e la forza di reagire ai tentativi di ‘soppressione’ e agli attacchi che ormai subiamo da anni. E forse proprio questa sarà forse la nostra ancora di salvezza”.

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