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Consorzio Jackpot Italia contro la “legge dei 550 milioni” aderisce a protesta : blocchiamo gli apparecchi

In: Associazioni

22 dicembre 2014 - 15:17


JACKPOT CONSORZIO

(Jamma) “Il Consorzio Jackpot Italia si dice basito innanzi al grave accanimento che il comparto sta attraversando in queste ultime settimane. Che il legislatore in questi anni abbia utilizzato il settore quale leva di carico per tentare di sollevare i conti pubblici è fatto assai noto,ma che a questo si aggiungesse un lento quanto irreversibile piano di distruzione del comparto appare fatto assai grave per quanti operano con alto senso di dedizione e liceità nella raccolta dei gioco pubblico da decenni” . E’ quanto scrive in una nota l’avvocato Adriano Barba, rappresentante legale del Consorzio. “Per tale ragione, il Consorzio Jackpot Italia non può che dirsi pronto ad attuare ogni forma di tutela nell’interesse dei consorziati e del comparto in generale. La nuova legge di stabilità, già nota come la “legge dei 500 milioni”, infatti, rappresenta l’ennesimo affondo nei confronti degli operatori onesti che tentano, con grandi sacrifici, di mantenere in piedi aziende con i rispettivi dipendenti e le loro famiglie.
Ma vi è di più. Nelle scorse settimane le aziende hanno assistito inermi ad un condotta arbitraria e priva di ogni riscontro normativo ad opera di alcuni concessionari innanzi alla presunta violazione della novella di cui all’art. 110 comma 9 lett. f-bis). Questi, preso atto della notifica dei verbali, hanno pagato le sanzioni, staccato la rete agli apparecchi ed addebitato la sanzione stessa ai gestori. Tale condotta è stata reiterata anche innanzi a verbali palesemente privi di fondamento, alla luce anche della circolare Aams circa la valutazione dell’elemento soggettivo in capo ai gestori stessi. Orbene, innanzi a verbali fondati solo ed esclusivamente sulla presenza di PC e in carenza di qualsivoglia caratteristica esteriore dei locali nei quali si procedeva a contestazione dell’intermediazione di scommesse in carenza della licenza ex art. 88 Tulps, gli stessi concessionari hanno proceduto secondo la condotta di cui sopra con grave pregiudizio nei confronti di quei gestori che, sicuri di un favorevole accertamento sia in via di autotutela che eventualmente in sede giudiziaria, hanno proposto ricorso al fine di vedersi archiviare il medesimo verbale. L’effetto di tale condotta non può che essere quello contraddittorio di dover pagare verbali ai concessionari per i quali, a seguito di ricorso, si è proceduto ad archiviazione della propria posizione.
Rebus sic stantibus, il Consorzio Jackpot Italia, stanco e preoccupato per il futuro delle aziende di cui si compone, accoglie l’invito lanciato dall’ A.G.G.E. Sardegna al fine di sensibilizzare i Concessionari di rete, affinchè dal 1 Gennaio 2015, in attesa di una rinegoziazione e sottoscrizione dei relativi contratti con gli operatori del settore (prevista dalla medesima normativa), provvedano uniformemente al distacco di tutti gli apparecchi di cui all’art. 110 comma 6 del T.U.L.P.S.
Tuttavia, qualora i concessionari non intentano unirsi al “grido” di protesta elevato secondo le forme di cui sopra, e comunque in attesa di una chiara quanto risolutrice individuazione dei termini capace di tutelare concretamente le esigenze dei gestori, i componenti del Consorzio Jackpot Italia si asterranno dal stipulare qualsivoglia rinegoziazione degli accordi, rinunciando di fatto alla raccolta del gioco sino a quando non verranno poste condizioni tali da ridurre la ricaduta della manovra finanziaria in capo ai gestori e verranno prese decisioni tali da garantire un sereno proseguo delle attività aziendali di quanti, giova ricordarlo, operano con estrema serietà, liceità e con continui sacrifici nella raccolta del gioco pubblico”.

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