L’associazione dei consumatori Codici ha espresso apprezzamento per l’attività della Procura della Repubblica di Roma nell’ambito dell’inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari di Mario Adinolfi, indagato per truffa ed evasione fiscale. Al centro delle indagini vi è la cosiddetta “scommessa collettiva”, un sistema di raccolta di fondi da privati ai quali sarebbero stati prospettati rendimenti legati alle scommesse sportive.
Anche Codici segue da tempo la vicenda e ha presentato una denuncia per conto di un proprio assistito, che avrebbe perso circa 8mila euro aderendo all’iniziativa.
“L’iniziativa della magistratura – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – rappresenta un passaggio importante per fare piena luce sui fatti denunciati, per verificare le eventuali responsabilità e tutelare tutte le persone che ritengano di essere state coinvolte nella medesima vicenda”.
L’associazione riferisce di seguire anche altri casi riconducibili al presunto sistema. “Come associazione stiamo seguendo alcuni casi – prosegue Giacomelli – e abbiamo sporto denuncia per un nostro assistito, coinvolto in un investimento che avrebbe dovuto fruttare un rendimento pari al 40% annuo e che, invece, gli è costato circa 8mila euro. Non solo. Alla richiesta di chiarimenti e di riavere indietro i propri soldi, prima ha ricevuto rassicurazioni, puntualmente smentite dai fatti, e poi non ha avuto più alcun riscontro”.
Codici rende noto, inoltre, di aver messo a disposizione degli inquirenti ulteriore documentazione ritenuta utile alla ricostruzione dei fatti. “Una vicenda lunga, complessa e delicata, ma la notizia di oggi apre nuovi, importanti spiragli – sottolinea Giacomelli –. Abbiamo messo a disposizione degli inquirenti ulteriore documentazione ritenuta utile alla ricostruzione dei fatti, con l’obiettivo di contribuire ad un accertamento il più possibile completo”.
L’associazione invita infine tutti coloro che ritengano di aver aderito a iniziative analoghe o di aver subito situazioni riconducibili ai fatti oggetto dell’inchiesta a contattare Codici per ricevere assistenza legale.
“Invitiamo tutti coloro che ritengano di aver aderito a iniziative analoghe o che abbiano subito situazioni riconducibili ai fatti oggetto della denuncia a contattare Codici – conclude Giacomelli –. L’emersione di ulteriori casi potrebbe contribuire a delineare con maggiore precisione il quadro complessivo della vicenda e consentire alle autorità competenti di svolgere tutti gli approfondimenti necessari”.







