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CLII: Ben venga un confronto costruttivo, ma per il bene del settore e per un reale cambiamento

In: Associazioni

16 giugno 2014 - 12:46


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(Jamma) – Il Comitato Lega Ippica Italiana plaude all’iniziativa delle “tradizionali” Associazioni ippiche che, finalmente, dopo due anni e mezzo di discussioni in tema di Riforma, presentano il progetto di una figura di gestione tecnica definita “Authority”, e danno vita a IHRA, Italian Horse Racing Association.

 

Questo in un comunicato dove CLII afferma “Apprezziamo questa loro iniziativa e confermiamo la nostra piena disponibilità ad aprire un sereno confronto costruttivo su tutti i temi che necessitano urgentemente un approccio pragmatico ed operativo per la ripresa del comparto e per la valorizzazione della filiera.
Tutti temi su cui, da tempo, abbiamo prodotto e presentato precisi piani operativi, magari impopolari o scomodi, ma certamente ragionati, strutturati e condivisi con tutti coloro che, scevri da condizionamenti di parte, abbiano voluto collaborare alla loro stesura.
Lavorando sempre con la massima trasparenza, per il bene comune, e coinvolgendo così centinaia di persone autorevoli e veramente rappresentative del settore.
A tal fine sarebbe perciò importante conoscere, almeno in linea di principio, la filosofia di IHRA e come la stessa sintetizzi le posizioni di Associazioni molto diverse tra loro per natura e posizioni prese in passato.
Come, ad esempio, si coniughi il tema della qualità di operatori, cavalli ed ippodromi con le problematiche tecniche ed economiche mai affrontate negli ultimi dieci anni da chi ha gestito il settore, con il conseguente brutale appiattimento dello stesso contro ogni principio fondante i concetti di sport ed imprenditoria.
Ma anche i temi del doping, della giustizia sportiva, della programmazione e del palinsesto televisivo, della classificazione degli ippodromi e del calendario nazionale, tutti argomenti su cui da almeno due anni ci siamo espressi chiaramente e che, al di là delle convenienti pratiche generaliste, portano implicitamente a galla la necessità di scelte scomode, difficili e dall’esito non sempre scontato e perciò sempre accuratamente schivate dalla politica e dalla burocrazia.
Siamo certi che si debba, alla luce della situazione economica del Paese, immaginare che il settore ippico debba tendere ad una autonomia economica e gestionale staccandosi dal pubblico come avviene in tutti gli altri ambiti sportivi e imprenditoriali.
E che tale scelta implichi a valle tante altre decisioni su cui vorremmo presto avere il parere della neo-costituita IHRA.
Siamo altresì sorpresi di come gli amici delle Associazioni, dopo aver identificato come nostro “peccato originale” l’alleanza con tutte le Società di Corse riunite in Federippodromi, si siano completamente oggi di fatto affidati ad una singola Società con un passato ed un presente sfaccettato e non sempre coerente con quanto il nuovo soggetto dichiara come obbiettivo, specialmente se si analizzano le scelte imperative prese sulla gestione della tv, dell’ ippodromo del trotto di Milano e dello storico rapporto di “collaborazione” con AAMS, che tutti purtroppo ben conosciamo quale uno dei grandi artefici del declino economico dell’ippica italiana.
Abbiamo grande stima di Giorgio Sandi e abbiamo più volte lodato l’eccellente lavoro svolto su San Siro Galoppo, ma non riusciamo a comprendere come potranno gli operatori ippici elencati da IHRA delegare l’amministratore di Snai a rappresentarli in ambito istituzionale.
Viene anche da chiedersi come lo stesso soggetto imprenditoriale possa convivere nel ruolo di associato “eccellente” di Federippodromi e di alcune delle principali Società di Corse che la compongono, con questa iniziativa che sembra (ma lo si scoprirà solo analizzando piani e progetti) volersi porre come alternativa al percorso già in atto di realizzazione della Riforma, assolutamente necessario e imprescindibile, sostenuto da Federippodromi, dalle Aziende del Galoppo e del Trotto, da Confagricoltura e da Confindustria, per la creazione di Lega Ippica Italiana.
Benvenuta, quindi, IHRA, e benvenuto a chiunque voglia misurarsi con le gravi e inderogabili scelte che servono a tentare la salvezza dell’ippica in Italia ma, per favore, poca politica, poca demagogia e molta voglia di assumersi oneri e responsabilità”.

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