Le dichiarazioni del direttore dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF), Enzo Serata, pronunciate nel corso dell’audizione davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo, suscitano la replica dell’Associazione Gestori Scommesse Italia (AGSI). Il presidente Pasquale Chiacchio annuncia infatti la richiesta di un confronto diretto con il vertice della UIF per approfondire le questioni emerse durante l’audizione.
Secondo Chiacchio, i dati illustrati dalla UIF dimostrano anzitutto la collaborazione del comparto del gioco legale con le autorità, piuttosto che rappresentare un elemento di criticità.
“Le oltre 10.800 segnalazioni di operazioni sospette effettuate nel 2025 non sono un indice di irregolarità del settore, ma la prova che concessionari e operatori stanno svolgendo il proprio dovere. La UIF chiede agli operatori di segnalare le operazioni ritenute sospette e il settore risponde collaborando. L’aumento del 13,3% rispetto all’anno precedente avrebbe dovuto essere presentato come un segnale positivo di collaborazione istituzionale.”
Il presidente di AGSI sottolinea inoltre come le segnalazioni provenienti dal comparto dei giochi rappresentino appena il 6,7% del totale delle SOS ricevute dalla UIF.
“Questo significa che oltre il 93% delle segnalazioni proviene da altri comparti economici. Perché allora il focus viene posto sul gioco legale? Non è corretto dare l’impressione che il settore rappresenti una particolare criticità quando, al contrario, sta semplicemente adempiendo agli obblighi previsti dalla normativa antiriciclaggio.”
Particolarmente critica è anche la valutazione di Chiacchio sul riferimento agli ATM indipendenti installati presso alcune sale da gioco.
“Se questi dispositivi sono autorizzati, gli operatori non possono essere additati per il loro utilizzo. Se invece esistono criticità, gli strumenti per intervenire sono nelle mani delle autorità competenti. Non si può trasferire sugli operatori una responsabilità che non appartiene loro.”
Per AGSI il tema degli ATM non può essere affrontato senza considerare un’altra problematica che da anni interessa il settore: la chiusura dei conti correnti agli operatori del gioco pubblico.
“Molte imprese del comparto continuano a vedersi revocare i rapporti bancari pur operando nel pieno rispetto della legge. È una situazione che costringe gli operatori a cercare soluzioni alternative per gestire il contante, aumentando anche i rischi sotto il profilo della sicurezza. Chi è costretto a utilizzare esclusivamente sportelli postali, ad esempio, affronta tempi lunghi per i versamenti ed è maggiormente esposto al rischio di rapine.”
Secondo Chiacchio, proprio la UIF dovrebbe farsi promotrice di una riflessione su questo tema.
“Se vogliamo garantire la massima trasparenza e la piena tracciabilità dei flussi finanziari, occorre consentire agli operatori legali di lavorare normalmente attraverso il sistema bancario. È difficile sostenere l’esigenza di controllare ogni movimento e, allo stesso tempo, assistere alla chiusura dei conti correnti delle imprese autorizzate.”
Per il presidente di AGSI il rapporto tra istituzioni e comparto del gioco dovrebbe essere improntato alla collaborazione.
“La UIF e gli operatori del gioco legale dovrebbero essere alleati nella prevenzione del riciclaggio, non interlocutori contrapposti. Il settore svolge un’attività delegata dallo Stato, applica gli obblighi di identificazione della clientela e trasmette le segnalazioni richieste. Questo impegno merita di essere riconosciuto.”
Per questo motivo AGSI annuncia l’invio di una richiesta formale di incontro al direttore Enzo Serata.
“L’obiettivo è avviare un confronto costruttivo sulle problematiche evidenziate durante l’audizione e rafforzare una collaborazione che riteniamo fondamentale per la tutela della legalità e della trasparenza del settore.”







