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Carlomagno (Ass. Contribuenti): “Nel 2012 cresce del 9,2% il numero di minori che gioca d’azzardo”

In: Associazioni

29 ottobre 2012 - 10:23


ragazzicorso
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(Jamma) “L’Italia ha il primato, in Europa, per la maggior cifra giocata al tavoli da gioco, una media quasi 2.320 euro a persona, che vengono sottratti all’economia reale, minorenni inclusi, il cui numero è passato in soli 3 anni da 860 mila unità a 3,6 milioni – ha affermato Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani. – L’Erario si preoccupa più di fare cassa che di sensibilizzare sulle tematiche di dipendenza da gioco”.
Alla luce di quanto emerso dall’indagine di Contribuenti.it, da gennaio ad settembre dell’anno in corso sono aumentate del 20,8% le perdite dovute alla dipendenza da giochi e scommesse. I dati esposti rivelano che a un confronto tendenziale, ossia in relazione al medesimo periodo dello scorso anno, le perdite sono aumentate di 998 milioni di euro e il tendenziale massimo, alla fine del 2012, potrebbe raggiungere il 30,3%.
Il gioco legalizzato coinvolge ben 33,2 milioni di persone, tra di esse 8,4 milioni giocano con frequenza settimanale. Il giro di affari nel 2012 potrebbe superare gli 85miliardi di euro all’anno, in forte crescita rispetto ai 79 miliardi di euro del 2011, ai 61 del 2010 e agli appena 16 del 2003.
Anche il coinvolgimento di giocatori di età inferiore ai diciotto anni ha subito nel 2012 un forte incremento pari al 9,2%, ed in soli 3 anni sono passati da 860 mila unità a 3,6 milioni: a questa fascia è attribuibile il 34% di tutte le giocate.
I giocatori più incalliti sono quelli residenti in Molise con il 57%, segue la Campania con il 51% e dalla Sicilia 50,7%. In ultimo posto troviamo quelli del Trentino Alto Adige con il 31,9%.
Secondo l’indagine, nel nostro Paese, il consumo e l’abuso di alcol e droghe viene visto come un problema sociale per la collettività e di salute per il singolo, mentre la dipendenza da gioco non viene riconosciuta dallo Stato, e chissà perché, come una malattia sebbene a livello psichiatrico, invece, venga catalogata come una vera e propria patologia. E così, tra il Superenalotto che presenta un montepremi per il “6″ fuori da ogni logica razionale, ed il poker on line legalizzato, non mancano le tentazioni di chi, affetto in maniera latente dal vizio del gioco, rischia di entrare nel tunnel della dipendenza. Ai tempi della crisi, tra l’altro, il fatturato dei giochi di Stato, anziché scendere, aumenta, a conferma di come gli italiani, sempre più disperati, sono alla ricerca di un full d’assi o di una sestina vincente per ottenere ciò che non gli è permesso nella vita reale.
L’Associazione Contribuenti Italiani, alla luce di quanto riscontrato, chiede che vengano introdotte delle misure forti e restrittive anche per quei giochi che sono considerati legali. Un’ipotesi è quella dell’identificazione del giocatore, al fine di evitare non solo l’approccio dei minorenni, quanto anche il diffondersi di traffici illegali come riciclaggio di denaro sporco, estorsione, usura e altre attività criminali organizzate. L’idea sarebbe quella di introdurre il divieto al gioco d’azzardo in tutti i luoghi pubblici, così come è avvenuto con le sigarette. Un’ulteriore proposta è quella di applicare su tutti i giochi legalizzati (IUG) un’imposta unica sostitutiva pari al 50% della vincita.
“Lo scopo delle istituzioni è quello di educare i cittadini, proteggere la loro salute, mentale e fisica – afferma Vittorio Carlomagno, presidente dell’Associazione Contribuenti Italiani – non di certo quello di indurli a giocare al poker o ad indebitarsi con persone senza scrupoli. Senza contare che sono non pochi i giocatori fanno uso di sostanze stupefacenti o si prostituiscono per racimolare i soldi. Per un reale rilancio dell’economia e per accompagnare il paese dall’uscita della crisi economica – conclude Carlomagno – i risparmi degli italiani dovrebbero entrare in circolazione nel mercato attraverso canali legali e produttivi e non lasciare che le perdite al gioco diventino prima fonte di entrate nelle casse statali.”

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