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Bolzano. Per gli edicolanti è assurdo oscurare le slot machine

In: Apparecchi Intrattenimento, Associazioni, Newslot, Videolottery

26 marzo 2012 - 16:34


bolzano1

(Jamma) Non ha alcun senso creare degli spazi chiusi nelle edicole per ospitare le slot machine. E’ assurdo oscurare questi spazi quando in bella vista ci sono decine di tagliandi del gratta e vinci che invogliano a giocare». A parlare è Maurizio Casti, direttore della Cogitat, la cooperativa giornalai e tabaccai in risposta alle nuove disposizioni che il Comune di Rovereto intende emanare in merito alle slot machine. Tra le nuove restrizioni, ancora da portare in consiglio comunale, figura anche quella che prevede “la collocazione delle macchinette dovrà avvenire in locali separati, non visibili cioé all’utenza normale”. Con l’obiettivo di tutelare i minori che è vero non possono giocare, ma potrebbero essere attratti dal gioco, tentati di giocare e diventare in futuro le “vittime” delle slot.
Un’ipotesi che non è condivisa da Casti, così come non piace a Riccardo Anghebenresponsabile locale della Fiepet secondo cui «il sistema non è corretto perché incentivi di più le sale gioco e non dà una soluzione al problema del gioco. I minori non possono giocare, punto e basta. Sia che le macchinette siano visibili o nascoste. Addirittura si può sortire l’effetto contrario, vale a dire il giocare che sa di essere “protetto” potrebbe spendere ancora di più».
Dal canto suo Casti ricorda che «la gestione delle slot, anche in termini di visibilità, avviene sotto le direttive dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato che regola il comparto del gioco pubblico attraverso una verifica costante dell’operato dei concessionari e una mirata azione di contrasto all’irregolarità. Detto questo, pensare di creare degli spazi appositi non visibili al pubblico mi sembra assurdo. Perché se si vogliono tutelare i minori, ai quali è vietato il gioco, allora dovrebbero essere nascosti anche i tagliandi del gratta e vinci così come le sigarette».
«Ma c’è un altro aspetto non secondario: se si “mascherano” le aree per le slot machine, l’edicolante non può controllare i giocatori – aggiunge Casti – e verificare l’uso corretto delle macchinette. E se non c’è la possibilità di vedere chi gioca, magari anche qualche minore riuscirebbe a farla franca…»

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