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Bolzano. L’Asi lancia la “Rete contro il gioco d’azzardo”

In: Apparecchi Intrattenimento, Associazioni, Cronache

22 marzo 2012 - 10:00


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Pistoia. Fuori le slot dai circoli Arci

(Jamma) La prima iniziativa è in programma già oggi a Merano, con un incontro formativo per gestori di sale giochi. Poi si parte, con un programma fitto e una rete di collaborazioni davvero capillare. È la “Rete contro il gioco d’azzardo”, il progetto dell’Azienda sanitaria altoatesina presentato ieri mattina alla scuola Claudiana, forse anche per ribadire che la dipendenza dal gioco è ormai una patologia personale e sociale, non un vizietto qualsiasi. L’Asi, in collaborazione con il Forum Prevenzione, lancia una campagna in grande stile per far fronte a un problema che si allarga di giorno in giorno. Lo fa su due fronti: prevenzione e cura, come una qualsiasi altra malattia, soprattutto come una qualsiasi altra dipendenza da droga o da alcol.
A nuotare controcorrente – nel fiume di iniziative messe in campo dallo Stato con l’invenzione continua di nuove lotterie e con la promozione delle stesse tramite pubblicità in tv e sui giornali – si mette ora la Provincia con un tavolo di lavoro che si riunisce due volte l’anno per coordinare tutte le iniziative in programma. L’obiettivo, hanno spiegato ieri mattina Oswald Mayr, direttore sanitario dell’Asi e Bettina Meraner psicologa del Comprensorio bolzanino, è quello di informare e sensibilizzare la popolazione prima ancora che di curare la dipendenza da slot machine e lotterie varie. Lo si farà attraverso un portale web, il rilevamento di dati epidemiologici, la collaborazione con l’Università e le scuole superiori, la cooperazione con il Consorzio dei Comuni che possono ricorrere a strumenti di limitazione e divieto, la promozione di punti ambulatoriali, la creazione di gruppi di auto-aiuto e gruppi di terapia, l’organizzazione di convegni sul tema. Partendo, come si diceva, dall’incontro formativo in progamma oggi a Merano e destinato ai gestori delle sale giochi, per sensibilizzarli alla responsabilità e a un approccio consapevole al gioco.
Il direttore sanitario ha ricordato che esiste una legge provinciale – la n.52 del 27 dicembre 2011, che prevede che l’1.5 per cento degli introiti da tasse applicate sul gioco d’azzardo venga destinato a prevenzione e terapie per gli stessi giocatori in difficoltà. Helmut Zingerle, direttore del Centro terapeutico di Bad Bachgart, presso Rodengo, ha ricordato che spesso la dipendenza da gioco va a braccetto con quella da alcol e che anzi diventa a volte una sorta di antidepressivo assolutamente pericoloso: «Bisogna pensare – ha detto Zingerle – anche al costo sociale e famigliare di un fenomeno come questo, che nel 2011 ha portato a Bad Bachgart 36 giocatori in difficoltà e che quest’anno supererà i 40». Christa Ladurner, sociologa del Forum Prevenzione, ha spiegato che il primo progetto sarà biennale e che la campagna di prevenzione si avvarrà di una pagina web in cui sarà possibile anche fare un auto-test per capire se si è soggetti a rischio.



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