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Azzardo, Lembo (Mettiamoci in Gioco Lombardia): “No alla compartecipazione degli enti locali agli introiti del gioco”

La prospettiva che Regioni ed enti locali possano beneficiare direttamente degli introiti derivanti dal gioco d’azzardo rappresenta uno dei principali motivi di preoccupazione per la campagna “Mettiamoci in Gioco”. A sottolinearlo è stato Ivan Lembo, coordinatore della rete in Lombardia, intervenendo durante un incontro dedicato alle politiche di prevenzione del gioco d’azzardo.

Secondo Lembo, mentre continuano a crescere i volumi di gioco e le perdite dei cittadini, con conseguenze rilevanti sul piano sanitario e sociale e con il persistente rischio di infiltrazioni criminali, il mondo della prevenzione fatica a raggiungere le persone con l’intensità necessaria. In questo contesto, ha espresso forte contrarietà all’ipotesi che le istituzioni territoriali possano essere coinvolte nella distribuzione delle entrate generate dall’azzardo.

“Stiamo cercando di contrastare in tutti i modi ciò che sta avanzando con forza, cioè la richiesta delle Regioni – e domani potrebbe arrivare agli enti locali – di compartecipare agli introiti che derivano dal gioco”, ha affermato. Lembo ha ricordato che il tema è già emerso nel confronto tra le Regioni e che la Lombardia si è espressa in maniera netta contro questa prospettiva.

Per il coordinatore di Mettiamoci in Gioco, il problema non riguarda soltanto la possibile destinazione di tali risorse alla prevenzione dei disturbi da gioco. “Sarebbe comunque errato legare la prevenzione ai proventi dell’azzardo”, ha osservato, definendo questa impostazione “folle” sul piano culturale e politico.

Lembo ha inoltre avvertito che la questione potrebbe presto coinvolgere direttamente i Comuni, chiamati a confrontarsi con il tema della compartecipazione alle entrate. Proprio per questo, ha ribadito la necessità di rafforzare le iniziative territoriali orientate alla prevenzione, alla promozione della socialità e alla costruzione di alternative al gioco d’azzardo, evitando che le politiche pubbliche finiscano per dipendere economicamente da un fenomeno che produce fragilità sociali e sanitarie.

Redazione Jamma
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