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AsTro: “Trasformare gioco lecito in risorsa per il territorio”

In: Associazioni

9 ottobre 2015 - 16:08


astro

(Jamma) – “Trasformare il gioco lecito in una risorsa per il territorio non è una contraddizione ma una vera applicazione di criteri che, in altri contesti sono universalmente condivisi.

 

Quando si sostiene l’iniziativa di aprire un Casinò “a conduzione comunale”, per esempio, non ci si ricorda mai dei passivi di bilancio che da 20 anni contraddistinguono le Case da Gioco sorte nelle passate epoche, ma ci si sofferma sui concetti di turismo, occupazione, riqualificazione immobiliare, indotto. Nella prima parte della presente analisi si è evidenziato come cinque semplici percorsi riformatori siano già idonei per adeguare gli strumenti a disposizione delle Istituzioni alle esigenze di abbattimento delle criticità oggi addebitate (a torto e/o a ragione) al gioco lecito.

 

Nel dettaglio.

 

Primo percorso: punto vendita e prodotti di gioco.

 

La normativa attualmente vigente per la disciplina delle caratteristiche dei punti vendita e degli allestimenti delle offerte di gioco negli esercizi (generalisti e dedicati) è di rango secondario, in quanto esiste una delega legislativa alla specificazione tecnica assegnata all’Autorità Amministrativa preposta al settore (nel caso di specie il Ministero dell’Economia e Finanze e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli). Attraverso “l’adeguamento” di regolamenti/decreti ministeriali, pertanto, possono essere introdotti agevolmente i seguenti fattori innovativi: ridimensionamento del parco macchine AWP all’interno dei locali generalisti sino ad un massimo di 4 congegni; selezione qualitativa dei punti vendita generalisti ai soli esercizi che adottino la formazione professionale continuativa per l’assistenza all’utenza, l’aggiornamento sulla conoscenza delle regole, la prevenzione al G.A.P., nonché muniti di metratura idonea ad allestire un “corner” di gioco legale in cui posizionare tutti i prodotti (e non solo le slot) di gioco autorizzato per i quali abbia legittimazione alla vendita; estensione dell’obbligo di iscrizione all’elenco dell’A.D.M. a tutti i punti vendita di gioco lecito, e non solo a quelli che installano apparecchi; verifica di regolarità fiscale: in sede di iscrizione il punto vendita dovrà esibire la avvenuta dichiarazione dei ricavi da gioco lecito nel proprio modello fiscale con relativa quietanza di assolvimento dell’auto-liquidazione, unitamente agli attestati di frequenza dei percorsi formativi; distribuzione dei prodotti di gioco lecito (TUTTI) tramite la previa esibizione di documento di identità comprovante la maggiore età: per gli apparecchi è sufficiente inserire l’obbligo di un dispositivo di sblocco meccanico da richiedere alla cassa (al pari della chiave per andare in bagno); per gli altri prodotti è sufficiente una applicazione ottica tramite la quale il tagliando passa per richiedere all’esercente di attestare l’avvenuta verifica della maggiore età del cliente. In entrambi i casi la responsabilità del punto vendita per l’eventuale inottemperanza al suo obbligo avrà una solare evidenza probatoria, cui dovrà seguire la “radiazione” da tutto il circuito del gioco lecito; dotazione delle sale dedicate al gioco lecito di un dispositivo (umano o tecnico) per evitare l’ingresso non identificato (almeno relativamente all’età) dell’ utenza; introduzione delle applicazioni tutor nei programmi di gioco e nelle piattaforme di gioco, in modo tale da trasformare l’apparecchio stesso in un autentico sportello informativo sul gioco responsabile, preposto a interrompere la sua fruizione a cadenze stabilite per “avvisare” il giocatore dei rischi connessi al gioco patologico; ntroduzione di un requisito minimo di luminosità interna dei “corner” di gioco e delle sale dedicate, con disciplina delle modalità di eventuale somministrazione di cibi/bevande al pubblico (ad esempio vietandone il consumo mentre si gioca).

 

Secondo percorso: la sicurezza.

 

Introduzione dell’obbligo di bollinatura di ogni singolo esemplare di apparecchio da gioco o hardware di gioco lecito, in cui sia inserito un software di gioco lecito o una applicazione per la ricezione da remoto del gioco lecito; introduzione dell’obbligo di verifica – certificazione – omologazione anche delle catene produttive /distributive degli apparecchi da gioco lecito; introduzione della radiazione dal gioco lecito come sanzione generale per tutti i soggetti che contravvengono ai rispettivi obblighi.

 

Terzo percorso: la fiscalità

 

Estensione della legge di scopo n. 662/ 1996 attualmente applicata al gioco del lotto, a tutti i ricavi erariali provenienti dai prodotti del gioco lecito: con 8/9 miliardi di euro l’anno, la prima industria “potenziale” del Paese, ovvero l’arte e la cultura, diventerebbe “esistente”, attivando quel volano economico e sociale di cui l’Italia non può più fare a meno, e garantendo ad ogni area del Paese una sicura riqualificazione.

 

Quarto percorso: distribuzione territoriale e saturazione.

 

Il gioco lecito è un prodotto di genere del monopolio, ed in quanto tale deve essere distribuito solo nei termini che l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ritiene meritevoli. Al pari della Tabaccheria, che non può conservare il “diritto” se non vende, così il punto di gioco (dedicato o generalista) DOVREBBE poter mantenere la sua abilitazione solo se le condizioni di mercato glielo consentono.

 

Quinto percorso: prevenzione sanitaria.

 

Questo percorso necessita di un “piccolo sforzo” in termini di sinergia tra Ministeri: alcune (poche) campagne sanitarie preventive hanno sortito gli effetti sperati. Quelle riuscite possono rivelare i meccanismi attraverso i quali hanno avuto successo, mentre quelle che ancora non hanno ottenuto il target stabilito possono evidenziare gli sforzi che devono essere posti in essere per ottimizzarle: allo Stato il compito di individuare il contenuto e la modalità di attuazione, all’industria il compito di finanziarla.

 

Questi “percorsi” non necessitano di testi unici, non richiedono sforzi che non siano già ottenibili tramite la quotidiana applicazione tecnica degli addetti ai lavori, ma impongono un grande coraggio politico: quello di investire 7 miliardi di euro per il bene più prezioso del Paese, in grado di generare una vera industria di eccellenza con miliardi di “clienti affezionati” in tutto il Mondo e di riqualificare un’immagine del Paese con tempistiche e riscontri non raggiungibili da nessuna “creativa” Legge di Stabilità.

 

Bollare tutto ciò come sogno è facile, ma bocciarlo sul piano “econometrico” è difficile, stante la straordinarietà degli indotti economici che si attiverebbero sulla stragrande parte del Paese. Tutto ciò si può fare solo grazie al gioco lecito, in quanto non esistono altri canali attraverso i quali attualizzare quella consapevolezza che ogni Italiano ha da quando nasce, ovvero quella di abitare nel più grande sito di bellezze artistico-ambientali del Pianeta”.

 

AsTro

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