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Apparecchi da gioco e rete fisica, Viola (FIEGL Confesercenti): “Norme a macchia di leopardo e rischio desertificazione”

La rete distributiva del gioco pubblico si trova oggi in una fase di profonda trasformazione, segnata da una forte disomogeneità normativa e da un’evoluzione dei comportamenti dei giocatori che rischia di mettere in crisi il presidio territoriale. È la fotografia tracciata da Giovanni Viola (in foto), presidente FIEGL Confesercenti, intervenuto all’Italian Gaming Expo & Conference 2026 in corso a Roma.

Viola ha parlato apertamente di una situazione “a macchia di leopardo”, in cui la regolamentazione cambia radicalmente da territorio a territorio, creando incertezza e difficoltà per gli operatori. “Ci sono aree in cui gli esercenti si trovano a pochi chilometri di distanza con regole completamente diverse”, ha spiegato, citando il caso del nord della Puglia, al confine con il Molise, dove le distanze dai luoghi sensibili passano da 250 metri a 500 metri a seconda della regione, con criteri di calcolo differenti.

Una frammentazione che, secondo Viola, incide direttamente sulla possibilità di fare impresa. “L’imprenditore si trova davanti a una disparità di trattamento che rende difficile programmare un’attività”, ha sottolineato, evidenziando come questo contesto favorisca incertezza e contenziosi.

Da qui la necessità di un riordino nazionale che definisca regole uniformi e condivise. “È fondamentale arrivare a una disciplina chiara in tempi brevi”, ha affermato, ribadendo la centralità di un quadro normativo stabile per garantire sostenibilità alla rete.

Accanto al tema regolatorio, Viola ha posto l’attenzione su un altro cambiamento strutturale: la crescente digitalizzazione dell’offerta. Sempre più giocatori si spostano verso canali online o verso soluzioni automatizzate anche all’interno dei punti vendita, riducendo la centralità del presidio fisico.

Un fenomeno che, se non governato, rischia di portare a una progressiva “desertificazione” dei punti vendita. “I punti fisici sono un presidio di legalità sul territorio”, ha ricordato, sottolineando il loro ruolo non solo commerciale ma anche sociale.

Il passaggio al digitale comporta infatti un rischio aggiuntivo: l’isolamento del giocatore. “Quando il gioco si sposta completamente online – ha osservato – viene meno quel contesto in cui il giocatore può essere intercettato, supportato e, se necessario, aiutato”. Nei punti vendita, invece, operatori formati possono riconoscere situazioni di criticità e intervenire in ottica di gioco responsabile.

Per questo, secondo Viola, la sfida è adattare la rete a un modello multicanale, capace di integrare fisico e digitale senza perdere il valore del contatto umano. Tra le possibili soluzioni, ha indicato forme di coinvolgimento più attive dei giocatori, anche attraverso comunità e momenti di condivisione, che possano ridurre l’isolamento e rafforzare il ruolo del punto vendita.

Un approccio che punta a trasformare la rete da semplice luogo di raccolta a spazio di relazione e presidio, in grado di coniugare innovazione, sostenibilità economica e tutela del consumatore.

Redazione Jamma
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