Il riordino del gioco pubblico non è solo una questione normativa, ma riguarda la tenuta stessa della rete sul territorio e il suo ruolo sociale. È il senso dell’intervento di Stefano Sbordoni (in foto), presidente UTIS, all’Italian Gaming Expo & Conference 2026 in corso a Roma, che ha offerto una lettura critica dell’attuale assetto distributivo.
Sbordoni ha utilizzato un’immagine efficace per descrivere la situazione: una rete che, se organizzata, può disegnare una figura coerente, ma che, se dispersa, genera solo confusione. “I punti sul territorio oggi sono come una manciata di sale sparsa in modo impulsivo”, ha spiegato, sottolineando come manchi un disegno organico capace di dare struttura e senso alla distribuzione.
Un riferimento è andato al passato, in particolare alla gara del 2006, che – pur con tutte le criticità emerse negli anni – aveva contribuito a tracciare una rete con criteri chiari. “Non si trattava di distanze dai luoghi sensibili – ha ricordato – ma di una logica di distribuzione che dava ordine e contribuiva anche a prevenire problemi”. La progressiva perdita di quel modello, secondo Sbordoni, ha generato una situazione disordinata, in cui le regole si sono stratificate senza una visione complessiva.
Il risultato è un sistema frammentato, dove la mancanza di coordinamento ha prodotto effetti opposti rispetto agli obiettivi dichiarati. Da qui la necessità di un riordino che riporti coerenza e pianificazione, anche alla luce delle trasformazioni in atto nel mercato.
Un passaggio importante dell’intervento ha riguardato il rapporto tra gioco fisico e digitale. Sbordoni ha richiamato il rischio di un utilizzo sempre più frequente e poco consapevole delle piattaforme online, evidenziando come questo possa accentuare forme di isolamento. “Il punto fisico – ha osservato – rappresenta ancora un luogo di relazione, di socialità e di presidio”.
Un presidio che non è solo commerciale, ma anche funzionale ai controlli e alla sicurezza. La presenza sul territorio consente infatti un’interazione diretta con le autorità e con la filiera del controllo, offrendo riferimenti chiari in caso di criticità.
Altro nodo evidenziato è quello delle competenze. Sbordoni ha parlato di una “esasperazione delle competenze concorrenti”, con diversi livelli istituzionali che intervengono sul settore sovrapponendo regole e prerogative. “Si sommano competenze che non sempre stanno bene insieme – ha detto – e questo finisce per creare ulteriore caos”.
Un quadro che rafforza, ancora una volta, l’urgenza di una riforma organica. Per UTIS, il riordino deve riportare equilibrio tra livelli istituzionali, definire una rete distributiva coerente e valorizzare il ruolo del punto fisico, evitando che la frammentazione normativa e l’evoluzione tecnologica ne compromettano la funzione.







