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Annette Kok (Euromat) : “Gioco online tassato meno di quello terrestre, così si danneggia il gioco ‘terrestre’ e tutti i 250.000 lavoratori”

In: Apparecchi Intrattenimento, Associazioni

30 settembre 2014 - 10:40


kok

(Jamma) “Favorire le aziende che offrono servizi per il gioco online con aliquote fiscali più basse distorce semplicemente il mercato europeo, a scapito dei nostri membri, di quelle aziende che sono sottoposte ad una regolamentazione ferrea e ad una tassazione già molto alta. Si tratta delle stesse aziende che impiegano in tutta Europa almeno 250.000 persone e che in questo modo vengono danneggiati”. E’ lapidario il commento di Annette Kok, presidente di Euromat, la federazione degli operatori del gaming e dell’apparecchio da intrattenimento, a pochi giorni dalla pronuncia della Corte di Giustizia Europea in riferimento al ricorso presentato da una associazione di gestori di slot danesi contro la norma nazionale che introduce una tassazione più bassa sulla raccolta di gioco online. L’associazione ritiene infatti che tale tassazione, in quanto favorevole agli operatori dell’online, possa rappresentare una forma di aiuto di stato.
“La federazione esprime il suo disappunto per la pronuncia della Corte di giustizia – prosegue Annette Kok “la legge danese prevede una imposta forfettario del 20% sulla raccolta di gioco online, contro il 75% applicata ai loro concorrenti ‘terrestri’. Ciò nonostante la sentenza non riesce a confermare e nemmeno a bocciare il regime fiscale discriminatorio proposto dalla Danimarca”. Per capire la portata di questa norma Euromat fornisce un esempio chiaro: a fronte di una raccolta di gioco pari a 100.000 euro le aziene che offrono servizi di gioco online versano 20.000 euro di imposte, contro i 71.000 euro invece che verrebbero richiesti ad una impresa che opera sul mercato ‘terrestre’.

Commentando la sentenza, il presidente Annette Kok aggiunge : ‘La sentenza oltretutto non entra nel merito della questione se l’aiuto di Stato discriminatorio, come quello proposto dalla legge danese, sia giustificata. Siamo delusi per il fatto che nonostante la pronuncia permanga una assenza di certezza del diritto su questo punto” conclude il presidente.

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