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Angelozzi (Acadi): “Non siamo contrari ad eliminazione pubblicità, ma si combatta ludopatia non le slot”

In: Apparecchi Intrattenimento, Associazioni

18 agosto 2015 - 15:54


angelozzi

(Jamma) – “Non siamo contrari alle misure fortemente restrittive della pubblicità, anche fino all’eliminazione. Suggeriamo però, ma questo è un semplice ragionamento di buon senso, che si tenga conto degli impatti sulle altre filiere produttive quale quella della comunicazione. Su questo ci sono sicuramente delle soluzioni tecniche che possono consentire di trovare una sintesi”.

 

E’ questo il commento di Guglielmo Angelozzi, presidente Acadi, in merito alle parole di Roberto Bonacina, presidente del movimento No slot, che in un’intervista ha dichiarato che il divieto di pubblicità sul gioco è fondamentale nella lotta alla ludopatia. “Per quanto condividiamo parecchie delle posizioni del movimento sulla lotta alle ludopatie – ha proseguito Angelozzi – siamo incuriositi dal nome del movimento, No Slot, perché pensavamo che si volessero combattere le ludopatie, non un prodotto in particolare. Si fa spesso l’equazione gioco = azzardo = slot = ludopatia. Premesso che gran parte del gioco non è azzardo in senso tecnico ma intrattenimento, le slot sono solo una parte del gioco e nemmeno quella più pericolosa ai fini della dipendenza. Questo sulla base di dati scientifici. La lotta alla pubblicità è la priorità del movimento e la pubblicità non è sicuramente un tema che riguarda le slot. Bisognerebbe superare questa confusione. Dare i nomi giusti alle cose è importante per non strumentalizzare ed essere strumentalizzati”.

 

Il Presidente di Acadi focalizza poi l’attenzione su un altro aspetto: “Il gioco è il male di questo decennio? Sulla base dei dati scientifici, il fumo crea molti più danni, così l’alcol, così le dipendenze alimentari. Danni incommensurabilmente più grandi, eppure non ho visto proposte per le distanze dai luoghi sensibili per i punti che vendono tabacco o per i bar che servono alcol. Sarebbe interessante capire perché dalla lotta alle dipendenze si passa alla lotta al gioco e da questo alla lotta alle slot. Sono passaggi forti che se non suffragati da evidenze scientifiche corrono il rischio di fare molti danni alla società. Se ben gestiti, invece, possono aprire ad importanti collaborazioni tra le parti per trovare soluzioni ai problemi”, ha concluso Angelozzi.



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