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Anci critica le norme del Dl Balduzzi: “Definire la copertura finanziaria della ludopatia nei LEA e maggiori poteri sanzionatori ai Comuni”

In: Associazioni, Leggi

2 ottobre 2012 - 16:39


anci

(Jamma) L’ANCI, pur esprimendo il proprio apprezzamento sull’insieme delle disposizioni contenute nel decreto legge recante “Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute”, esprime, alla luce dei profili di responsabilità in capo ai Comuni in materia di tutela della salute, le seguenti osservazioni e richieste di riformulazione e di integrazione al testo in esame.

 

Relativamente all’articolo 5, si valuta positivamente l’indicazione dell’aggiornamento dei LEA sanitari con il riferimento alle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da ludopatia; si valuta invece negativamente l’assenza di indicazioni circa la conseguente copertura finanziaria, limitandosi il testo a fare riferimento al “rispetto degli equilibri programmati di finanza pubblica” e non essendo al momento quantificabili gli eventuali, attesi risparmi di spesa derivanti dall’aggiornamento degli stessi LEA previsto nel primo comma dell’articolo 5.

 

Il diffondersi di tale patologia suggerisce inoltre, a parere dell’ANCI, la necessità di definire e approvare rapidamente una legge quadro sul gioco d’azzardo, attraverso la quale individuare con maggiore chiarezza funzioni, competenze e poteri sanzionatori dei Comuni, al fine di permettere agli Enti locali di tutelare in modo ancor più efficace i soggetti più vulnerabili e di evitare effetti pregiudiziali per il contesto urbano, la mobilità e la quiete pubblica.

 

Sempre in tema di contrasto alla ludopatia, si valuta negativamente la previsione, contenuta nel comma 10 dell’articolo 7, di affidare all’ Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato la pianificazione della progressiva ricollocazione dei nuovi punti di raccolta del gioco mediante apparecchi automatici.

 

Tale valutazione negativa origina dalla sentenza della Corte Costituzionale numero 300 del 2011, con la quale i giudici costituzionali ravvisano senz’altro in capo alle autonomie locali la potestà di dettare limitazioni all’offerta di gioco a tutela dei soggetti ritenuti maggiormente “vulnerabili”, nonché al fine di evitare effetti pregiudizievoli per il contesto urbano, per la viabilità e la quiete pubblica; trova inoltre ulteriore sostegno nella recentissima ordinanza del TAR Piemonte, in data 18 settembre 2012, con la quale è stata sollevata questione di legittimità costituzionale dell’articolo 50 comma 7 del TUEL e dell’articolo 31 comma 1 del D.L. 201/2011, convertito dalla legge 214/2011, nella parte in cui determinano una situazione di assenza di principi normativi a contrasto della patologia oramai riconosciuta come “ludopatia”.

 

Il comma 10 dell’articolo 7 va, pertanto, riformulato.

 

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