Nel giorno tradizionalmente dedicato agli scherzi, il primo aprile, l’allarme lanciato dal Betting and Gaming Council non lascia spazio all’ironia: il mercato nero del gioco d’azzardo nel Regno Unito è già in forte espansione e rischia di crescere ulteriormente dopo le misure fiscali introdotte dal governo.
Con l’inizio del nuovo anno fiscale, l’associazione di settore avverte che miliardi di sterline vengono già puntati su operatori illegali. Secondo il BGC, l’aumento delle tasse sulle aziende regolamentate non farà che accelerare il passaggio degli utenti verso piattaforme clandestine.
Dal 1° aprile, infatti, l’aliquota della Remote Gaming Duty è salita dal 21% al 40%, in seguito alle modifiche annunciate nell’Autumn Budget dello scorso anno. Una stretta fiscale che, secondo gli operatori, rischia di penalizzare il comparto legale.
Gli operatori illegali, sottolinea il Consiglio, possono offrire condizioni più vantaggiose proprio perché non pagano tasse, non rispettano regolamenti e non garantiscono alcuna tutela ai clienti. Un vantaggio competitivo che mette in difficoltà le aziende autorizzate, le quali invece sostengono circa 109 mila posti di lavoro, contribuiscono con 6,8 miliardi di sterline all’economia e generano 4 miliardi di entrate fiscali, oltre a finanziare lo sport britannico e adottare standard elevati di protezione dei giocatori.
A complicare ulteriormente il quadro si aggiungono le proposte di Financial Risk Assessment. Il governo aveva promesso controlli “senza attriti”, ma le sperimentazioni condotte dalla Gambling Commission, basate sui dati delle agenzie di credito, hanno già evidenziato risultati incoerenti.
Secondo il BGC, esiste il rischio concreto che questi controlli obblighino i clienti a condividere documenti finanziari sensibili, una richiesta che molti scommettitori potrebbero rifiutare, scegliendo invece il mercato illegale.
La direttrice generale del Betting and Gaming Council, Grainne Hurst, ha dichiarato che il fenomeno non rappresenta una minaccia futura, ma una realtà già in atto. Ha sottolineato come miliardi di sterline vengano già giocati su piattaforme illegali e come il fenomeno sia in rapida crescita.
Hurst ha inoltre evidenziato che l’aumento delle tasse rende più difficile per gli operatori autorizzati competere, mentre i siti illegali continuano ad attrarre utenti con quote più favorevoli e incentivi più elevati. Ha infine avvertito che misure come i controlli finanziari potrebbero aggravare la situazione, spingendo ulteriormente i consumatori fuori dal mercato regolamentato.







