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AGCAI: A macchine spente come si puo’ pagare l’addizionale?

In: Associazioni

23 aprile 2015 - 08:24


AGCAI

(Jamma) – Continuano a susseguirsi i provvedimenti adottati dagli Enti Locali con i quali viene ridotto drasticamente l’orario giornaliero di funzionamento dello slot-machines; gli effetti derivanti da tali decisioni ricadono negativamente in capo agli operatori delle Awp in quanto limitando le ore di accensione degli apparecchi proporzionalmente se ne limita la capacità di generare profitto.
“Queste ordinanze – si legge in un comunicato AGCAI – unitamente all’incremento continuo della tassazione applicata dallo Stato, alla contrazione delle giocate, all’aumento dei furti (sulle somme oggetto di furto ricordiamo che il gestore è comunque tenuto a pagare il Preu), al dover fronteggiare con proprie risorse i continui aggiornamenti tecnici richiesti dalle normative hanno ormai portato le aziende del comparto Awp a gestire una situazione in cui i profitti generati dalle slot-machines non sono più sufficienti nemmeno a coprire i costi di gestione degli apparecchi.
Di fronte a questa situazione che sta divenendo sempre più insostenibile, le 5000 aziende del settore Awp chiedono che la maggiore tassazione sia indirizzata soprattutto sul comparto Vlt, scommesse e gioco online, che come è noto giornalmente hanno profitti superiori pur avendo una tassazione inferiore rispetto al comparto Awp.
Convinti di non voler chiudere, chiediamo non solo l’annullamento dell’addizionale limitatamente al nostro comparto ma se i Comuni e le Regioni cotinueranno ad emanare ordinanze volte alla riduzione dell’orario di lavoro delle slot chiediamo altresì la riduzione del PREU.

Si fa presente che è intenzione dell’AGCAI chiedere al sottosegretario Baretta, che nella prossima bozza venga invertita la percentuale di Preu tra AWP e VLT (da 60 a 50% sulle AWP e da 50 a 60% sulle VLT)”.

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