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ACOGI. Non esiste alcun dubbio sull’interpretazione della sentenza ‘Costa – Cifone’

In: Associazioni, Cronache, Scommesse

3 maggio 2012 - 10:36


acogilogo

(Jamma) L’ACOGI, in rappresentanza di tutti gli operatori del gioco, ritiene doverose alcune precisazioni in merito all’applicabilità della Sentenza “Costa – Cifone” emessa il 16.02.2012 dalla Corte di Giustizia Europea. Non sussiste alcun dubbio sull’interpretazione di tale sentenza e sarebbe rispettoso evitare di esaltare l’applicabilità della stessa in favore di un bookmaker piuttosto che di un altro, evidentemente solo per motivi commerciali o concorrenziali che siano. Rispettoso di tutti coloro che operano sul territorio italiano legati a bookmakers esteri dotati di idonea licenza rilasciata in altro Stato in ossequio delle prescrizioni comunitarie e che subiscono – ora più che mai, considerando la crisi che sta invadendo ogni settore – le conseguenze del nostro Stato “biscazziere”, di cui si parla tanto anche all’estero.
In nome di tutti coloro che del gioco hanno fatto occasione di lavoro per avere una vita dignitosa, nonché di tutte le famiglie che affiancano e sostengono lavoratori, non imprenditori come magari l’Egregio Enea Ruzzettu (A.D. Intralot Italia), si chiede semplicemente di operare nel rispetto del proprio lavoro e di quello altrui, di coloro che secondo la pronuncia della Suprema Corte di Giustizia Europea rispettano le regole e hanno subito e continuano a subire ingiustizie.
Rappresentiamo e diamo voce a quegli operatori del gioco, compresi i giocatori che brancolano nell’incertezza del loro presente e futuro e che auspicano un dialogo con l’Ente Regolatore che metta ordine al sistema italiano nell’interesse di “tutti”, indipendentemente dal book a cui si è legati lavorativamente.
Nel condividere l’operato dei concessionari e i problemi legati al lavoro di chi non rispetta le regole, è opportuno evidenziare che in relazione all’applicabilità della sentenza “Costa – Cifone” si spera, una volta per tutte, di porre fine alle diverse posizioni assunte a riguardo della stessa.
Se la pronuncia della Corte del 16.02.2012 non fosse chiara per qualcuno, richiamiamo a supporto un ulteriore e recente dato normativo: l ‘Ordinanza della Corte di Giustizia Europea depositata il 28.03.2012 che fa chiarezza sull’applicazione della sentenza.
La Corte, nel richiamare espressamente la sentenza “Costa – Cifone”, C-72/10 e C -77/10, ha ritenuto che la risposta al caso esaminato di altro soggetto che nella stessa situazione dei Sigg. ri Costa e Cifone lavorava per altra società di diritto austriaco Goldbet Sportwetten Gmbh, “possa essere desunta proprio da detta sentenza (cfr. punto 8 dell’Ordinanza su richiamata).
In particolare afferma che, in sostanza, anche la suddetta società sia stata discriminata per violazione degli art. 43 CE e 49 CE, del principio di parità di trattamento, dell’obbligo di trasparenza, nonché del principio di certezza del diritto ribadendo, ancora una volta, che le norme relative alla decadenza di concessioni rilasciate al termine di gara, indicate nello schema di Convenzione, devono essere formulate in modo chiaro, preciso e univoco.
Da ciò si ricava che oltre a Stanleybet anche altri operatori sono stati evidentemente discriminati e questo non è frutto di alcuna considerazione o soggettiva interpretazione, è puro diritto, e deve sempre essere rispettato”.

 

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