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Acogi: conclusa la prima fase del monitoraggio sul rapporto tra gioco e giovani

In: Associazioni

13 giugno 2014 - 10:51


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(Jamma) Dopo il recente avvio del progetto “GiochiAmo con moderazione”, messo in campo in concomitanza con la costituzione dell’Osservatorio su gioco pubblico e scommesse sportive presso l’associazione, l’Acogi, associazione Italiana dei Consumatori e degli Operatori del Gioco, fa sapere in una nota che si è conclusa la prima fase dell’iniziativa intrapresa attraverso una raccolta dati in tutti gli Istituti Secondari Superiori nel territorio di Bitonto (Ba), volta all’analisi dell’atteggiamento nei confronti del gioco dei giovani in età scolare, tra i 13 e i 16 anni.

 

Dopo il primo step di monitoraggio, attraverso un questionario elaborato ad hoc e somministrato nelle classi target, è stato possibile rilevare dati molto significativi, utili a recepire il livello di consapevolezza nell’approccio al gioco e di frequenza nella pratica, in modo da individuare probabili indicatori predittivi della ludopatia.

I risultati

Dalla raccolta e dall’elaborazione dei dati è emerso che su un campione di 230 studenti (56% maschi e 44% femmine), il 48 % pratica un “gioco con vincita in denaro due – tre volte al mese”, per la maggior parte “scommesse sportive” (50%) e “tornei di giochi di carte” (21%).

Tra i luoghi maggiormente frequentati dai ragazzi il 52% ha scelto “centri scommesse/sale gioco”, il 19% “bar/tabacchi”, il 16% sceglie di utilizzare “internet, con pc”.

Il denaro che il campione destina al gioco nell’ 89% dei casi arriva “fino a 10 euro” e per il 7% “supera i 30 euro”: soldi che derivano dalla “paghetta dei genitori” nel 61%, da “regali, parenti, ecc..” nel 23% e da un “lavoro proprio” (probabilmente da piccoli impieghi occasionali) nel 15%.

Inaspettati e per un certo verso eclatanti sono i dati emersi dalle risposte delle ragazze; nella distinzione per genere, un dato peculiare dimostra che al 20% è “capitato di giocare”.

Da un’analisi più approfondita si evidenzia che il 26,53% dei soggetti che giocano con maggiore frequenza, credono che tale attività possa essere una “possibilità di guadagno”; il 76% degli intervistati che vivono in “gruppi familiari più numerosi”, sono soggetti, quindi, a quella che gli esperti chiamano “dispersione delle relazioni” e di conseguenza sono sottoposti ad un minor controllo da parte dei genitori e ad un approccio più facile e meno sorvegliato al gioco d’azzardo.

Infine, chi consegue un rendimento scolastico “scarso”, nell’88% dei casi, dimostra come un impegno serio nell’istruzione può dissuadere dall’idea che il gioco sia una fonte di appagamento personale ed economico.

Il nostro impegno

In tale ottica, l’Acogi, auspicando un ridimensionamento del rischio legato al GAP, ritiene che campagne di sensibilizzazione, progetti di informazione e formazione e politiche di prevenzione sul gioco problematico siano gli strumenti utili per aiutare i più giovani verso un approccio più sano e responsabile al gioco.

Al fine di raggiungere tale obiettivo l’attività di monitoraggio intrapresa, proseguirà, nei prossimi mesi, presso gli Istituti Secondari di tutta la Regione Puglia ed immediatamente dopo presso gli Istituti che si renderanno disponibili del sud Italia e centro nord.

 

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