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AAMS-Dogane. FLP: “Il Senato asseconda gli errori dell’Esecutivo”

In: Associazioni, Leggi

16 luglio 2012 - 10:43


aamstab

(Jamma) Continuano a protestare i sindacati dei lavoratori delle agenzia fiscali contro gli accorpamenti previsti dal governo Monti. In particolare il Coordinamento nazionale FLP Finanze critica duramente gli emendamenti pervenuti al decreto segno di come il Senato assecondi gli errori dell’Esecutivo.

“Dopo le assicurazioni circa un possibile stralcio avute alla Camera dei Deputati, – si legge nella nota del sindacato – abbiamo dato nei giorni scorsi la notizia che la strada si faceva in salita perché il Senato aveva tutta l’intenzione di avallare le scelte di accorpamento delle Agenzie fiscali fatta dal governo. Ora, leggendo gli emendamenti presentati nelle Commissioni Finanze e Bilancio del Senato, ne abbiamo la certezza. Non c’è traccia, nemmeno negli ordini del giorno, di risoluzioni simili a quella presentata dall’On. Ventucci e votata in modo bipartisan alla Camera. E gli emendamenti si spingono al massimo a chiedere di procrastinare l’entrata in vigore degli accorpamenti al 31 dicembre 2012.

E intanto Grilli, il burocrate ministeriale assurto al rango di Ministro dei tagli in questi giorni, in un audizione ieri al Senato ha chiarito che nemmeno sui tempi accetta modifiche, quindi l’accorpamento deve essere immediato, e ha tenuto una lezioncina ai senatori i quali secondo lui semplicemente non hanno capito il decreto governativo. Secondo noi è lui che non ha capito che questa norma-manifesto o norma-buon esempio costerà allo Stato e ai contribuenti onesti moltissimo in termini di lotta all’evasione fiscale e di servizi ai cittadini e non porterà un euro di risparmio nella casse dello Stato. È ora però che ognuno si prenda le sue responsabilità, il Governo ha le sue ma la politica se possibile ne ha di più; il sarcasmo che abbiamo sentito da parte dei senatori nei confronti del Decreto Legge in sede di audizione evidentemente è stato solo lo sfogo di chi poi si acconcia a votare qualunque cosa. E allora se non servono ad altro che a sottostare ai voti di fiducia e ai voleri dei poteri forti che sostengono questo Governo, è ora di dire chiaro che se lasciano passare norme di questo genere noi non li voteremo più. In particolare si ricordino, i dipendenti pubblici, di chi ha chiesto il  licenziamento di 4.500 lavoratori delle agenzie e si comportino di conseguenza quando dovranno votare nel 2013.

Se Atene piange Sparta però non ride: ora, cari lavoratori delle agenzie fiscali, avete la risposta alla domanda che ci avete posto in questi giorni sulla mancanza di unità sindacale. Abbiamo ripetutamente cercato la più ampia azione unitaria ma le motivazioni che hanno impedito tale auspicabile obiettivo le potete leggere nei testi delle audizioni in Commissione Finanze del Senato pubblicate sui siti sindacali oppure dalla lettera inviata all’Agenzia del Territorio da parte di CGIL, UIL e SALFI. Nel primo caso (le audizioni) si va purtroppo da analisi generiche, prive in gran parte di proposte concrete, al riportare (guarda caso) le stesse parole dei direttori delle Agenzie, fino ad alcune “impreviste” proposte di emendamento che avallando di fatto la soppressione dell’Agenzia del Territorio e dei Monopoli, si limitano a chiedere precisazioni  ed impegni generici di confronto sindacale sulle ricadute derivanti dalle soppressioni; per quanto invece riguarda la lettera all’Agenzia del Territorio, siamo già al si salvi chi può: tre sindacati danno per scontata la chiusura dell’Agenzia e chiedono, con un lessico che riporta forse inconsciamente ma comunque impropriamente non sappiamo quante volte la parola chiusura, di contrattare quello che per mesi non hanno voluto fare (accordo sul fondo 2011 e passaggi economici). Proprio loro che solo qualche giorno fa chiedevano di fare slittare i passaggi al 2014 e accusavano noi di demagogia …

Battaglie di retroguardia e diciamo pure di facciata che non possiamo condividere oggi e che non potevamo condividere ieri, quando ci sono stati proposti documenti inconcludenti e privi di qualunque reale iniziativa di contrasto alle scelte sbagliate del Governo. Le battaglie si possono vincere e perdere, ma le battaglie che si perdono sicuramente sono quelle che non si combattono. La FLP Finanze – insieme alla USB – ha scelto la strada della mobilitazione e dell’impegno concreto e costante. Sia chiaro che noi non ci arrendiamo, continueremo a lottare con proposte e con iniziative di lotta, che rilanceremo nei prossimi giorni.

Per noi non è finita fino a che il decreto non sarà convertito in legge. Facciamo appello a tutti i lavoratori e alle RSU di tutti gli uffici. Non facciamo più appello a quei sindacati che hanno già scelto di mollare e rassegnarsi alla soppressione di due agenzie e di migliaia di posti di lavoro”.

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