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A.stro. I giovani non giocano alle “slot”. Cade un altro “tabù” della disinformazione

In: Associazioni

10 settembre 2015 - 18:43


astro

(Jamma) Tra “giovani e slot” non c’è feeling, e a stabilirlo, questa volta, non è l’industria, non è il Censis, né l’autorevole centro di ricerca Nomisma, ma lo stesso Ministero della Salute.
Nella relazione annuale al Parlamento presentata ieri, il Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio riserva al Ministero della Salute la trattazione integrale del profilo della dipendenza da gioco.

La significativa relazione, che per la seconda volta in due anni certifica l’inesistenza di indagini epidemiologiche attendibili in grado di descrivere l’incidenza del gioco patologico in Italia (unitamente alla smentita della gravità del fenomeno rispetto agli altri Paesi, coi quali “saremmo”, “comunque” allineati), si sofferma, come di abitudine, sulla “condizione giovanile”, analiticamente esplorata per la “sensibilità” e “attenzione” che notoriamente il Dipartimento riserva alla generazione dei futuri adulti.

I giovani “sfidano la sorte” ? Ovviamente si, ma oggi lo fanno meno di ieri e dedicano alle slot un interesse di pura residualità. Se a ciò sommiamo l’inarrestabile ascesa del computer e dei dispositivi per l’accesso al gioco e la “confermatissima” attrattività dello sport e del poker texano come “terreno su cui puntare”, il quadro delle conclusioni a cui il Dipartimento giunge risulta ampiamente sintetizzato.

I dati precisi sono già stati divulgati, ma ribadirli non guasta.

“….. (pagina 672 ) In Italia poco meno della metà (46,7%) degli studenti di 15-19 anni ha giocato d’azzardo almeno una volta nella vita e sono il 39,3% quelli che l’hanno fatto nell’anno antecedente la rilevazione (giocatori recenti), evidenziando, per questi ultimi, un decremento delle prevalenze che dal 47% del triennio 2009-2011 passano al 45% del 2012 e al 44% del 2013. ….. (pagina 674) Sono i Gratta & Vinci ad interessare la maggior parte dei giovani giocatori: tra tutti i giocatori il 71% ci ha giocato durante l’anno. Sono il 49% coloro che hanno puntato soldi su eventi sportivi, un terzo ha giocato a Bingo/Tombola ed il 28% a Totocalcio/Totogol. Gli studenti che hanno scommesso giocando a carte sono stati quasi 1 ogni 4 giocatori (24%), il 21% a Lotto/Superenalotto, il 14% alle New Slot/VLT ed il 19% a Poker Texano. Se le studentesse preferiscono i giochi non strategici, come Gratta & Vinci e Bingo/Tombola, i ragazzi, oltre a questi, scommettono soldi su eventi sportivi, giocano a Totocalcio/Totogol, a Poker texano e ad altri giochi con le carte, non evidenziando differenze rilevanti a livello di età”
Per i “deboli di cuore”, invece, non si consiglia la lettura delle analoghe analisi condotte sul fronte “alcool e stupefacenti” , da cui risultano indici di rischio per le più giovani generazioni in costante aumento e, francamente, fuori controllo.
Visto che le slot possono considerarsi “allarmi sanitari disinnescati”, ci si augura che, d’ora in poi, ci si preoccupi di più dell’abbassamento continuo dell’età del primo consumo di droga, piuttosto che strumentalizzare la “gioventù” per demagogiche campagne anti-gioco lecito.

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