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A proposito di giochi e politiche associative. di Eugenio Bernardi

In: Associazioni, Cronache

28 gennaio 2013 - 10:16


prosciutto
Uboldo (VA). Pubblicità di una sala vlt sul giornalino comunale, scoppia la polemica

 

Roma, polemiche su apertura centro Snai nel III Municipio

 

 

(Jamma) Eugenio Bernardi interviene nel dibattito aperto con le riflessioni di Franco Masini sulla situazione che sta attraversando il settore dell’automatico da intrattenimento.

Sante parole Franco– scrive Eugenio Bernardi- ma vallo a far capire ai media scatenati contro l’ eccessiva diffusione del gioco ( di tutti i tipi e di tutte le tipologie), all’Amministrazione incerta e alla demagogica politica imperante di fine legislatura.

Diciamocelo e diciamolo (senza voler fare il moralista): su certi casi e anche sull’ultima operazione della scorsa settimana della DDA di Bologna, più di un collega ha forse tenuto troppo prosciutto sugli occhi.

Che dire infatti a quei colleghi gestori che aprono o che hanno aperto le aziende a certi ‘porta porta’ che passavano e gli raccontavano “certe favole” (qualcuno è sparito, ma c’è ancora troppo pressapochismo oltre che troppa faciloneria), o a quei colleghi produttori bramosi di vendere senza poi rispondere del prodotto venduto e della filiera instaurata, o infine a quei gruppi aziendali o multinazionali che usano certi strumenti ( altri giochi in esclusiva ) per ‘fare’ i locali con certe percentuali fuori mercato.

 

Come vedi il sistema gioco A.W.P. o New Slot è costantemente minacciato oltre che dall’esterno anche dai medesimi attori che ne fanno parte.

 

Detto ciò va aggiunto che la maggioranza del settore è corretta ma fatica in alcuni casi a sopravvivere ed è sempre più impaurita della campagna stampa martellante sulle ludopatie e sulle problematiche del gioco patologico, scoperto e addossato solo ora e contro le “macchinette” dei bar, ovvero le New Slot.

Media e politica che, nonostante il settore abbia vigorosamente imboccato la strada della legalità, usa tutti gli errori e orrori commessi in un passato recente, per pressapochismo anche istituzionale, amministrativo e politico, come i mancati e certi collegamenti degli apparecchi ( anni 2004 – 2006 , leggasi alla voce Commissione Grandi e Sentenza della Corte dei Conti) , le incertezze interpretative della raccolta PREU  e i controlli fiscali dello scorso anno con interpretazioni e modus operandi delle varie sedi dell’Agenzia delle Entrate difformi  e probabilmente dovuti sempre ad un passato in cui vi è stata una scarsa collaborazione,  fra AAMS e l’Agenzia delle Entrate, all’insufficiente capacità dei concessionari di fare ciò per cui sono retribuiti e infine anche dalla superficialità di tanti commercialisti mal guidati e  poco informati (sempre in un passato recente) anche dalle associazioni, non ora finalmente, ma certe scelte purtroppo le pagano i singoli.

 

Caro Franco, sapessi quante lettere di precisazione inviate alle redazioni che vengono cestinate e mai pubblicate (anche di associazioni), quante discussioni con redattori che ti dicono in faccia che la linea editoriale non vuole dare spazio a operatori del gioco per locali pubblici perché considerati tout court “rovina famiglie”. Dimostrazione che la stampa non è totalmente libera ma solo interessata agli scoop o a vendere più copie tramite il sensazionalismo o il cavalcare certi argomenti come giochi=droga, gioco=malaffare, gioco=criminalità e tanto altro, senza cercare di capire che il gioco può anche essere causa di alcune problematiche sociali ma, diciamocelo, tutti i giochi indistintamente e tutte le esagerazioni di qualsiasi esigenza umana, sia esso svago, bisogno o vizio e in un momento di crisi si acuiscono.

 

Media che cercano sempre i capri espiatori nei giochi e nella loro diffusione, come non notare stranamente  che dell’alcol e di tutte le problematiche dirette (morti per cirrosi o altre malattie connesse) e indirette (incidenti stradali) nulla più si dice?! Ma soprattutto a nessuno è venuto in mente di vietare l’alcol vicino a certi luoghi così detti sensibili ( sensibili a cosa?). Qualcuno mi vuol spiegare se è più facile accedere all’alcol o al gioco in un locale pubblico. Tralasciamo l’accesso ai prodotti del fumo che solo quest’anno hanno alzato il divieto.

 

Spero proprio non sia tardi e che una certa ritrovata unità di intenti (fra le associazioni) riesca per il futuro del dopo elezioni, che a mio avviso non sarà ne facile ne semplice per il settore, a far comprendere meglio che il settore è per l’assoluta legalità e trasparenza.

 

Non basterà parlare di sicurezza (usata sempre come arma per il cambiamento forzato, come tu dici), non basterà sbandierare i dati delle tasse (che sono in calo per le New Slot), PREU dato allo Stato. Non basterà nemmeno cercare di distinguere (anche perché ormai ci siamo imbastarditi) fra New Slot a 1 euro e massima ( speranza) vincita a 100 euro e le VLT o videolottery con giocate fino a 10 euro e  (speranza ) di vincita molto più elevata con il jackpot milionario ( dove c’è) di 500 mila euro. Non basterà forse nemmeno proporre di dare una parte del PREU ai Comuni che esclusi dalle licenze VLT ( comunque vero problema che ci ha trascinato in questo bailamme) scaricano il loro strali e poteri sulle New Slot.

Forse  alla fine si dovrà rinunciare alla quantità (se pur contingentata) di apparecchi in certi locali, non voluta in questi termini dal settore ma imposta per accontentare qualche bramosia di associazioni o concessionari miopi.

 

Per concludere ed essere propositivi direi che le associazioni devono distinguersi (se pur nell’unione d’intenti) da certi mortali consociativismi con realtà imprenditoriali diverse e che rappresentano altro, non il settore dell’intrattenimento che è e deve restare una specificità. Prova ne sono ad esempio gli inglesi che fanno 2 Fiere, una dell’amusement e gaming e l’altra del gambling e casinò e on line. Oppure gli operatori tedeschi che in un momento di problematiche create dalla politica  all’industria del gioco teutonico non fanno la Fiera IMA, per dare un segnale alla loro classe politica.

In Italia a quanto pare tutto va bene “madama la marchesa” si potrebbe dire, tutto è mescolato, tutto in un grande calderone e chi ne fa sempre le spese il settore delle New slot e dell’intrattenimento, d’altra parte  è sempre pronto a buttarsi a capofitto nello sfavillante mondo dello “stars and stripes” fieristico, e allora poi non lamentiamoci!!!

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