HomeApparecchi da intrattenimentoTAR Lombardia, annullata la sospensione della licenza a una sala giochi di...

TAR Lombardia, annullata la sospensione della licenza a una sala giochi di Milano

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia ha annullato il provvedimento con cui la Questura di Milano aveva disposto la sospensione per cinque giorni della licenza di una sala giochi autorizzata ai sensi dell’articolo 88 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, ritenendo insufficiente la motivazione posta a fondamento della misura. La sentenza, pubblicata il 28 luglio 2026, accoglie il ricorso della società, rappresentata e difesa dall’avvocato Cino Benelli, che gestisce l’esercizio, pur respingendo due dei tre motivi di impugnazione.

La vicenda trae origine da cinque precedenti contestazioni per la violazione delle ordinanze del Comune di Milano che disciplinano gli orari di funzionamento degli apparecchi da gioco con vincita in denaro. Sulla base di tali infrazioni, la Questura aveva ritenuto configurabile un abuso del titolo di polizia e aveva disposto la sospensione temporanea della licenza.

Il TAR ha escluso che vi fossero irregolarità nel contraddittorio procedimentale e ha confermato che la pendenza dei ricorsi contro le sanzioni amministrative non impedisce all’amministrazione di considerare quei precedenti, poiché ciò che rileva è l’efficacia delle sanzioni al momento dell’adozione del nuovo provvedimento.

Determinante, però, è stato il terzo motivo di ricorso. I giudici hanno osservato che nel Comune di Milano esiste già una disciplina specifica che prevede, in caso di recidiva nella violazione degli orari, la sospensione del funzionamento degli apparecchi da gioco. In questo contesto, il Questore può sospendere anche la licenza soltanto fornendo una motivazione rafforzata, dimostrando che le condotte integrano un abuso del titolo di polizia sotto il profilo della tutela dell’ordine pubblico, della sicurezza o della prevenzione dei reati, e non limitandosi a richiamare la reiterazione delle violazioni degli orari.

Secondo il TAR, nel provvedimento impugnato mancavano elementi ulteriori rispetto alle infrazioni già sanzionate dalla disciplina comunale. Una duplicazione delle misure potrebbe inoltre porre problemi rispetto al principio del ne bis in idem, che vieta di colpire due volte la medesima condotta con sanzioni sostanzialmente identiche.

Per queste ragioni il Tribunale ha annullato la sospensione della licenza, dichiarando contestualmente il difetto di legittimazione passiva della Questura, quale articolazione periferica del Ministero dell’Interno priva di autonoma personalità giuridica. Le spese di giudizio sono state compensate tra le parti in considerazione della novità delle questioni affrontate.

Redazione Jamma
Redazione Jammahttps://www.jamma.it/
Il quotidiano del gioco legale
Altri articoli