HomeApparecchi da intrattenimentoSlot manomesse, la Cassazione conferma: è frode informatica anche senza vincite riscosse

Slot manomesse, la Cassazione conferma: è frode informatica anche senza vincite riscosse

Con una recente pronuncia, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto contro una sentenza di condanna per frode informatica relativa alla manipolazione del funzionamento di una slot machine, confermando integralmente le decisioni di merito.

Il procedimento trae origine dall’accertamento di una condotta fraudolenta consistente nell’alterazione del sistema informatico di un apparecchio da intrattenimento, mediante l’utilizzo di un dispositivo idoneo a consentire l’attivazione delle giocate senza il regolare versamento delle monete. Tale meccanismo permetteva il recupero immediato del denaro inserito, impedendone il convogliamento nella cassa dell’apparecchio.

Secondo quanto ricostruito nei precedenti gradi di giudizio, la manipolazione ha determinato un danno patrimoniale quantificato attraverso il raffronto tra il numero di giocate registrate dal sistema e le somme effettivamente presenti all’interno della macchina. La responsabilità penale è stata ricondotta al delitto di frode informatica, ritenuto consumato nonostante l’assenza di vincite effettivamente riscosse.

Nel valutare il ricorso, la Suprema Corte ha ribadito che, in materia di frode informatica applicata agli apparecchi da gioco, l’ingiusto profitto non coincide esclusivamente con l’incasso di vincite, ma può consistere anche nella possibilità di effettuare giocate senza corrispondere il prezzo dovuto. In tale prospettiva, il profitto si realizza nella mancata diminuzione del patrimonio dell’agente, con un correlativo pregiudizio economico per i soggetti titolari degli interessi protetti dalla norma penale.

La decisione affronta anche il tema della legittimazione alla proposizione della querela, chiarendo che la persona offesa dal reato può essere individuata nel titolare dell’interesse direttamente leso dalla manipolazione del sistema informatico dell’apparecchio. In questo contesto, la lesione è stata ritenuta riferibile al corretto utilizzo della macchina e alla regolare riscossione dei corrispettivi delle giocate, profili centrali nel modello di gestione degli apparecchi da intrattenimento.

È stata inoltre esclusa la possibilità di qualificare il fatto come tentativo, nonché l’applicazione della causa di estinzione del reato per condotte riparatorie. I giudici hanno ritenuto inadeguata la somma offerta a titolo risarcitorio, evidenziando che l’estinzione del reato presuppone condotte restitutorie o risarcitorie idonee a compensare integralmente il danno, comprensivo anche del cosiddetto danno criminale.

La pronuncia si inserisce nel solco di un orientamento giurisprudenziale che attribuisce particolare rilievo alla tutela dell’integrità dei sistemi informatici degli apparecchi da gioco e alla correttezza dei flussi economici ad essi connessi, con implicazioni dirette per operatori, gestori e concessionari del settore.

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