Arrivano le prime decisioni del tribunale nell’ambito del procedimento che ha fatto luce su un articolato sistema di gioco illegale riconducibile all’area dei Casalesi, con particolare riferimento a una delle articolazioni del sodalizio criminale attivo nel territorio casertano. Il giudice ha pronunciato le prime condanne nei confronti di sei imputati, ritenuti coinvolti nella gestione di un circuito parallelo di scommesse e apparecchi da intrattenimento.
Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri, hanno ricostruito un meccanismo strutturato basato sull’utilizzo di piattaforme di gioco online non autorizzate e su una rete di esercizi commerciali impiegati come copertura. Le attività, formalmente intestate a prestanome, sarebbero servite a occultare e reinvestire i proventi derivanti dal gioco clandestino.
Il tribunale ha escluso per tutti gli imputati l’aggravante del metodo mafioso, ridimensionando il quadro accusatorio iniziale. La pena più elevata, pari a quattro anni di reclusione, è stata inflitta al soggetto ritenuto al vertice dell’organizzazione, a fronte di una richiesta della Procura sensibilmente più alta.
Condanne più contenute per gli altri imputati, con pene comprese tra un anno e mezzo e poco meno di tre anni di reclusione. Per tre persone, invece, è stata disposta l’assoluzione.
Il procedimento riguarda complessivamente dodici imputati, chiamati a rispondere, a vario titolo, di reati che spaziano dall’associazione di tipo mafioso alla gestione illecita di attività di gioco. Il dibattimento proseguirà nei confronti degli altri soggetti ancora sotto processo.
La sentenza rappresenta un primo passaggio giudiziario in un’inchiesta che ha riportato l’attenzione su un comparto, quello del gioco illegale, da tempo considerato uno dei principali canali di profitto per la criminalità organizzata sul territorio casertano.







