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PVR, Procura di Lecce dissequestra i computer dopo la memoria della difesa

La Procura della Repubblica di Lecce ha disposto il dissequestro delle apparecchiature informatiche sequestrate nell’ambito di un procedimento penale aperto nei confronti del titolare di un Punto Vendita Ricariche (PVR), indagato per una presunta violazione dell’articolo 4, comma 4-bis, della legge n. 401 del 1989 in materia di raccolta abusiva delle scommesse.

Il provvedimento è stato notificato all’indagato ed eseguito con la restituzione di sette personal computer, dei monitor e delle altre apparecchiature informatiche sequestrate, consentendo la ripresa della normale attività dell’esercizio.

La decisione della Procura è arrivata a sei giorni dal deposito di una memoria difensiva con contestuale istanza di restituzione dei beni. Nel documento, la difesa aveva contestato il quadro indiziario posto alla base del sequestro, sostenendo l’assenza di elementi sufficienti a dimostrare l’effettivo esercizio di un’attività abusiva di raccolta delle scommesse.

Tra gli elementi valorizzati nel corso delle indagini figuravano il rinvenimento di credenziali di accesso riferibili ad alcuni conti di gioco, una ricevuta di scommessa e la presenza di postazioni informatiche all’interno del locale. Secondo la difesa, tali circostanze risultano invece compatibili con la normale attività svolta da un Punto Vendita Ricariche convenzionato con concessionari autorizzati e non costituiscono, da sole, prova dello svolgimento di un’attività illecita.

Nella memoria è stato inoltre richiamato il nuovo quadro giurisprudenziale delineato dalla sentenza n. 104 del 2025 della Corte costituzionale, che ha inciso sulla disciplina relativa alla presenza di postazioni informatiche nei PVR, superando l’automatica rilevanza che in passato veniva talvolta attribuita alla semplice disponibilità di computer all’interno degli esercizi.

La difesa ha inoltre sostenuto che la sola assenza della licenza prevista dall’articolo 88 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza non possa essere considerata elemento sufficiente per configurare l’esercizio abusivo della raccolta delle scommesse, ritenendo invece necessario accertare in concreto che l’attività svolta abbia oltrepassato i limiti propri di un Punto Vendita Ricariche.

L’assistenza legale dell’indagato è stata affidata agli avvocati Ottavio Porto e Maria Valeria Ferrara del Foro di Catanzaro, che hanno seguito il procedimento sin dalle fasi iniziali, ricostruendo la natura dell’attività svolta dai PVR e sostenendo la necessità di distinguere l’assistenza fornita ai clienti dalla raccolta diretta delle scommesse.

Il dissequestro rappresenta un passaggio rilevante nell’ambito delle indagini preliminari e consente all’imprenditore di tornare a utilizzare gli strumenti indispensabili per l’esercizio della propria attività, mentre il procedimento proseguirà secondo le modalità previste dall’ordinamento.

Redazione Jamma
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