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Giochi, gettito in calo del 9,9%: per il MEF “pesa il passaggio dall’appareccho fisico all’online”

Nei primi cinque mesi del 2026 il gettito erariale derivante da lotterie e giochi continua a diminuire, nonostante la raccolta complessiva del settore resti in crescita. È quanto emerge dal Rapporto sulle entrate tributarie e contributive – maggio 2026 pubblicato dalla Ragioneria Generale dello Stato, che attribuisce il calo delle entrate fiscali alla progressiva trasformazione del mercato del gioco pubblico.

Tra gennaio e maggio 2026 le entrate provenienti da lotterie e altre attività di gioco si sono attestate a 2,583 miliardi di euro, con una diminuzione di 285 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2025, quando avevano raggiunto 2,868 miliardi. La flessione corrisponde a un -9,9%, confermando una dinamica già emersa nei mesi precedenti. In termini di incassi la riduzione è del 9,3% (2,533 milioni contro i 2,793 del 2025).

Nel rapporto, la Ragioneria spiega che “la contrazione del gettito non è riconducibile a una riduzione del volume complessivo di gioco, bensì a un cambiamento strutturale della domanda. In particolare, viene evidenziata la progressiva migrazione dei giocatori dagli apparecchi fisici verso il gioco online e i giochi di abilità a distanza, comparti caratterizzati da un’imposizione fiscale sensibilmente inferiore rispetto a quella applicata alle AWP e alle VLT”.

Secondo il documento, “la riduzione del gettito dei giochi deriva principalmente dalla progressiva migrazione della domanda dagli apparecchi fisici, caratterizzati da elevato rendimento erariale, verso forme di gioco online e di abilità a distanza che presentano una tassazione significativamente inferiore”. La Ragioneria precisa inoltre che “il fenomeno non riflette una contrazione della raccolta complessiva, che continua a crescere, bensì una trasformazione strutturale della composizione dell’offerta e della domanda di gioco”.

Il dato sui giochi si inserisce in un quadro complessivamente positivo per le finanze pubbliche. Nei primi cinque mesi dell’anno, infatti, le entrate tributarie hanno raggiunto 222,084 miliardi di euro, in aumento di 4,955 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2025, pari a una crescita del 2,3%. Considerando anche le entrate contributive, il totale delle entrate tributarie e contributive è salito di 12,787 miliardi di euro (+3,7%), grazie a un incremento delle entrate tributarie di 4,509 miliardi (+2,0%) e a una crescita delle entrate contributive di 8,278 miliardi (+6,9%).

Tra le principali voci tributarie si registra un aumento dell’IRPEF, che passa da 95,908 a 97,375 miliardi di euro (+1,5%), e dell’IVA, che cresce da 69,020 a 71,532 miliardi (+3,6%). In calo, invece, l’IRES (-7,4%), l’imposta sostitutiva (-8,2%), le accise sugli oli minerali (-5,8%) e, appunto, il gettito derivante da lotterie e giochi.

L’analisi della Ragioneria conferma una tendenza ormai consolidata nel mercato italiano del gioco pubblico. La crescita del canale digitale, favorita dall’evoluzione delle abitudini dei consumatori e dall’ampliamento dell’offerta online, sta modificando la composizione del settore, con effetti diretti sul gettito fiscale. Gli apparecchi da intrattenimento continuano infatti a rappresentare una delle tipologie di gioco con il più elevato rendimento erariale, mentre il maggiore peso assunto dal gioco a distanza determina, a parità o addirittura in presenza di un incremento della raccolta complessiva, un gettito inferiore per le casse dello Stato.

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