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Belluno, falsa associazione sportiva gestiva anche tre slot machine: scoperti 130mila euro di redditi non dichiarati

Dietro la veste formale di associazione sportiva dilettantistica si nascondeva, secondo la Guardia di Finanza, una vera e propria attività commerciale che operava senza rispettare gli obblighi fiscali previsti dalla normativa. L’indagine, condotta dai finanzieri della Tenenza di Auronzo di Cadore, ha portato alla scoperta di circa 130mila euro di redditi non dichiarati e oltre 10mila euro di IVA non versata nell’arco di tre anni.

L’attività ispettiva rientra nei controlli finalizzati al contrasto dell’evasione fiscale e dell’economia sommersa svolti dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Belluno.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l’ente, pur qualificandosi come associazione sportiva dilettantistica, svolgeva in realtà in modo esclusivo attività di somministrazione di alimenti e bevande attraverso un bar e una tavola calda aperti indistintamente a qualsiasi cliente, senza rispettare le condizioni richieste per beneficiare del particolare regime fiscale riservato alle associazioni.

Le verifiche hanno evidenziato che il soggetto non aveva richiesto l’attribuzione della partita IVA, non teneva le scritture contabili obbligatorie, non aveva installato il registratore telematico e non presentava le dichiarazioni fiscali relative alle imposte dirette, all’IVA e all’IRAP.

Nel corso delle indagini è emerso inoltre un aspetto di particolare interesse per il settore del gioco. I finanzieri hanno infatti accertato che l’associazione gestiva anche tre slot machine, dalle quali derivavano ulteriori ricavi che, secondo quanto contestato, non venivano dichiarati al fisco.

Proprio gli introiti provenienti dagli apparecchi da intrattenimento si aggiungevano ai ricavi dell’attività di ristorazione e somministrazione, contribuendo a delineare la reale dimensione economica dell’attività svolta.

La ricostruzione del volume d’affari è stata effettuata attraverso l’analisi delle banche dati in uso al Corpo, l’invio di questionari ai fornitori e uno specifico scambio informativo con l’Agenzia delle Entrate. Gli approfondimenti hanno consentito di recuperare a tassazione una base imponibile netta ai fini delle imposte dirette di circa 130mila euro e una maggiore IVA per oltre 10mila euro.

La Guardia di Finanza ha inoltre reso noto che il contribuente ha manifestato l’intenzione di aderire al verbale di constatazione redatto dai verificatori, consentendo all’Agenzia delle Entrate di procedere rapidamente all’emissione degli avvisi di accertamento.

Le Fiamme Gialle sottolineano come l’operazione rappresenti un esempio dell’attività di contrasto all’utilizzo improprio dello strumento associativo, quando questo viene impiegato per ottenere vantaggi fiscali indebiti e realizzare forme di concorrenza sleale nei confronti delle associazioni che operano nel rispetto delle regole e delle imprese del territorio. Nel caso esaminato, l’attività commerciale svolta attraverso il bar e la gestione delle slot machine sarebbe stata esercitata, secondo gli accertamenti, al di fuori del quadro normativo e fiscale previsto dalla legge.

Redazione Jamma
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