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Vienna. Entro l’estate la pronuncia della Corte Costituzionale su norma che vieta le slot

In: Apparecchi Intrattenimento

3 marzo 2015 - 15:22


awp-vienna

(Jamma) Prevista per l’inizio dell’estate la pronuncia della Corte Costituzionale chiamata a pronunciarsi sulla legittimità della legge che vieta il funzionamento delle slot nella città di Vienna. Ieri, infatti, si è tenuta l’udienza sul ricorso presentato da Novomatic, la società austriaca che nella sola capitale gestiva circa 1.500 terminali da gioco.
I due legali del ricorrente hanno evidenziato il fatto che molte delle autorizzazioni rilasciate negli anni scorsi alla società prevedono una scadenza che ben oltre il 1 gennaio 2015, data in cui è entrato in vigore il divieto. Molte licenze infatti scadrebbero nel 2019. Per questo motivo la legge sarebbe in contrasto con il principio di libera impresa , uguaglianza e buona fede.La norma approvata dall’amministrazione di Vienna risulta in contrasto anche rispetto alla normativa nazionale. In Stiria ad esempio, hanno evidenziato i due legali, il divieto entrerà in vigore solo a fine 2015. la norma, al contrario, ha fortemente danneggiato le imprese del settore. Secondo i dati forniti in sede di dibattimento la municipalità ha perso entrate fiscali per circa 55 milioni di euro l’anno. Altrettanto illogico risulterebbe invece la scelta di non contrastare l’uso dei terminali per videolotterie, apparecchi gestiti da operatori su concessione dello Stato. Il divieto delle slot, hanno detto i due legali, non garantisce la tutela dei giocatori ma solo la diffusione del gioco illegale.

Il nodo delle 908 licenze

Le licenze revocate a Vienna sono 908 per un totale di 2.700 slot. La maggior parte di queste sono state rilasciate a Novomatic, e ben 50 sono a tempo indeterminato. Secondo Helmut Kafka, presidente dell’associazione di categoria, gli operatori hanno il diritto di essere risarciti. “Evidentemente i politici voglio che i soldi degli austriaci vadano nei Caraibi” riferendosi ai siti di gioco online a cui tutti possono liberamente accedere. “Questa norma ha procurato danni per almeno 100 milioni di euro”. Come se non bastasse stanno arrivando le prime sanzioni “Un operatore è stato sanzionato con 17.600 € perché la polizia ha trovato quattro apparecchi in funzione. Le autorità avevano già ordinato la confisca delle attrezzature sequestrate a prescindere dall’esito di eventuali procedimenti penali”. ”Già in passato le incursioni della Guardia di Finanza e della polizia all’interno delle sale da gioco sono state motivo di contenzioso” conclude Kafka.

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