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Tar Salerno: “Genitore pregiudicato. Non basta a vietare la licenza per Vlt”

In: Apparecchi Intrattenimento, Diritto, Videolottery

28 marzo 2012 - 16:23


vltroyal

No all’installazione di Vlt all’esercente che ha raccolto scommesse senza l’autorizzazione di polizia 

(Jamma) La convivenza con il padre pluripregiudicato e il rischio di possibili interferenza dello stesso genitore presente frequentemente nel locale in compagnia di altri pregiudicati ha impedito al gestore di un locale nel salernitano di ottenere la licenza per installare videolotterie.

Il gestore è così ricorso al Tar Salerno per l’annullamento del provvedimento di diniego posto dal Ministero dell’Interno – Ufficio per gli Affari della Polizia Amministrativa e Sociale.

I giudici di Salerno hanno spiegato, nell’accogliere il ricorso, che “successivamente al ricevimento della comunicazione dei motivi di rigetto ex art. 10 bis l. n. 241/1990, il ricorrente ha trasferito la propria residenza (così rimuovendo una delle ragioni sulle quali si fonda la valutazione negativa formulata dall’amministrazione intimata), -ma nonostante ciò afferma – l’irrilevanza di tale circostanza, dal momento che essa, “dalle informazioni acquisite, non ha determinato una sostanziale separazione dal nucleo familiare di origine”.

“La mera sussistenza del rapporto parentale – hanno continuato i giudici – tra l’istante ed il genitore pregiudicato non è sufficiente ad ipotizzare la concreta possibilità di ingerenza del secondo nella gestione dell’attività oggetto dell’istanza presentata dal primo. L’Amministrazione, nel condurre l’istruttoria ai fini del rilascio della licenza, non può limitarsi ad evidenziare, ad esempio, solo la sussistenza di ostativi vincoli di parentela con persone pregiudicate senza, in concreto, valutarne l’incidenza in ordine al giudizio di affidabilità e/o probabilità di abuso nell’uso della licenza.

Evidenziato che le ulteriori ragioni atte a corroborare il giudizio di inaffidabilità del ricorrente sono state esplicitate dall’amministrazione intimata solo in sede difensiva (come “la piena disponibilità da parte del genitore dei mezzi strumentali delle attività dei figli” ovvero “il fattivo aiuto economico” presumibilmente dato dal genitore al figlio per intraprendere l’attività), il provvedimento impugnato deve essere annullato per “inammissibile integrazione postuma della motivazione”.



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