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No all’installazione di Vlt all’esercente che ha raccolto scommesse senza l’autorizzazione di polizia

In: Apparecchi Intrattenimento, Diritto, Videolottery

27 marzo 2012 - 10:59


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(Jamma) Legittimo il diniego di rilascio della licenza per la raccolta del gioco attraverso apparecchi videoterminali (V.I.T) da parte del Questore quando il richiedente risulti aver commesso un abuso  inteso come mancato rispetto dei limiti imposti dalla legge o dall’autorità, e in particolare l’aver esercito raccolta di scommesse senza autorizzazione di Polizia.

E’ quanto hanno deciso i giudici del Tar Molise con una sentenza del 23 marzo scorso. Al centro della vicenda una società che, vistasi negare la licenza art 88 Tulps per la raccolta di gioco attraverso videolotterie, è ricorsa al Tar contro il Ministero dell’Interno in Pers. del Ministro P.T., Questura di Isernia in Pers. del Questore P.T.. nel ricorso si chiedeva l’annullamento del provvedimento  emesso dal Questore della Provincia di Isernia notificato in data 19.12.11, avente ad oggetto il rigetto dell’istanza per il rilascio della licenza per la raccolta del gioco attraverso apparecchi videoterminali (V.I.T)

 

Considerato – scrivono i giudici – che il ricorrente è stato denunciato, ai sensi dell’articolo 4, comma 4 bis, della legge n.401 del 1989, per aver esercitato scommesse (per conto di società straniera) senza l’autorizzazione di polizia di cui all’articolo 88 del r.d. n.773 del 1931, in locale adiacente e collegato a quello per il quale oggi chiede l’autorizzazione per l’istallazione di videogiochi;

che la previsione dell’autorizzazione di polizia di cui all’articolo 88 cit., attenendo all’ordine pubblico, di per sé non implica una restrizione della concorrenza; salvo i casi in cui essa venga negata non per motivi, appunto, di ordine pubblico, ma per ragioni di contingentamento e limitazione dei soggetti che possono accedere alle concessioni per l’esercizio delle attività di raccolta delle scommesse (in tal senso devono essere lette anche le considerazioni contenute nella sentenza della Corte di Giustizia Ce, nelle cause riunite C-72/10 e C-77/10, del 16.2.2012);

ritenuto che il riscontrato esercizio di attività di raccolta di scommesse, senza aver richiesto l’autorizzazione di polizia, è una condotta sintomatica di una possibilità di abuso, inteso come mancato rispetto dei limiti imposti dalla legge o dall’autorità, e quindi, in base all’articolo 11 comma 3 del Tulps, consente il diniego del rilascio dell’autorizzazione di cui all’articolo 88 cit.

si respinge l’istanza cautelare, condanna la ricorrente al pagamento, in favore dell’amministrazione resistente, della somma complessiva di euro 500, a titolo di spese della presente fase cautelare.

 

 

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