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Corte Costituzionale, oggi l’udienza sulla tassa applicata alle vincite alle Vlt

In: Videolottery

10 giugno 2014 - 09:46


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(Jamma) La Corte Costituzionale affronterà oggi il giudizio sulla tassa sulla fortuna sulle videolottery. La tassa è stata introdotta a inizio 2012, e viene applicata con aliquota del 6% sulla parte eccedente i 500 euro delle vincite di Giochi Numerici (SuperEnalotto e simili), Gratta e Vinci, e appunto Vlt. Per queste ultime, tuttavia, era tecnicamente impossibile applicare l’imposta: le macchine infatti al termine di una sessione di gioco rilasciavano degli scontrini accorpando la posta introdotta e le eventuali vincite in un’unica voce. Ad esempio  un giocatore potrebbe introdurre nella macchina 100 euro, e vincere  ad esempio nella prima mano, 450 euro. Se ritirasse subito dal gioco, la macchina stamperebbe uno scontrino di 550 euro. Pagherebbe quindi una tassa sui 50 euro eccedenti, nonostante la vincita non abbia superato la soglia prevista.

I concessionari si rivolsero quindi al Tar, spiegando che sarebbe stato necessario modificare i sistemi di gioco, e di conseguenza chiedere una nuova omologazione a Sogei. Il Tar, già nel gennaio 2012, sospese l’applicazione della tassa sulle vlt; sulla questione intanto intervenne il Legislatore che -con il decreto-legge 16/2012, convertito in legge n. 44/2012 – impose di applicare la tassa a partire dal “1° settembre 2012″. Un termine che i Monopoli confermarono nella nota dell’8 maggio 2012 con cui chiedevano l’adeguamento dei sistemi di gioco, o in alternativa lo spegnimento delle macchine.

Su questo provvedimento il Tar Lazio – nel luglio 2012 – ha sollevato la questione di legittimità costituzionale, giudicando irragionevole il lasso di tempo assegnato ai concessionari: “il decreto-legge n. 16/2012 è entrato in vigore solo nel mese di marzo 2012 ed il termine del 1° settembre 2012 appare assolutamente incongruo ed insufficiente per realizzare le necessarie modifiche tecnologiche dei sistemi, ottenerne l’omologazione e procedere all’installazione delle modifiche stesse, specie se si considera che i tempi per l’omologazione non dipendono dal concessionario e che la fase di installazione richiede un congruo lasso di tempo”. Inoltre, il termine del 1 settembre “appare fissato al solo ed unico scopo di sottrarre integralmente il decreto direttoriale del 12 ottobre 2011 al sindacato giurisdizionale” e “rende la legge-provvedimento in esame incoerente con gli interessi pubblici da perseguire, perché il blocco dell’attività dei concessionari che non dovessero risultare in regola alla data del 1° settembre 2012 determinerebbe notevoli pregiudizi economici non solo per costoro, ma anche per l’Erario”.

Da allora sono passati due anni, e l’iter di modifica dei sistemi di gioco sembra giunto al termine. La settimana scorsa i Monopoli di Stato hanno pubblicato un decreto che incarica i concessionari di trattenere la tassa “direttamente al momento della determinazione di tale vincita”. In sostanza al giocatore che centra una vincita sopra i 500 euro, verrà corrisposta la somma già decurtata della tassa. Il concessionario poi, con cadenza mensile, verserà l’importo dovuto all’Erario, e trasmetterà, sempre ogni mese, servendosi dei “messaggi previsti dal relativo protocollo di comunicazione” un report con l’importo lordo delle vincite sopra i 500 euro, l’ammontare  complessivo dell’addizionale e l’ammontare complessivo delle vincite nette. Il decreto dei Monopoli entrerà in vigore 15 giorni dopo la sentenza della Corte Costituzionale che dovrebbe arrivare a fine estate. Si attende insomma di capire che portata avrà la decisione della Consulta, secondo ambienti legali la sentenza dovrebbe limitarsi a far cadere il termine del 1 settembre 2012 dalla norma di legge.

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