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Veneto. Dopo vicenda del calciobalilla ‘multato’ primo ok al progetto di legge su diffida amministrativa (testo)

In: Apparecchi Intrattenimento

26 febbraio 2014 - 17:38


marotta

 

(Jamma) La Commissione regionale Bilancio del Veneto ha approvato ieri all’unanimità il progetto di legge di Gennaro Marotta, consigliere regionale di Italia dei Valori, che introduce anche in Veneto la diffida amministrativa. In pratica, fatto il verbale, all’esercente si concedono 10 giorni di tempo per sanare la situazione, prima di procedere con la sanzione vera e propria.

Ora il testo di legge, che ha preso spunto dalla conosciutissima vicenda della multa da 1.400 euro al barista mestrino per il biliardino senza autorizzazione, ha la strada spianata per arrivare in aula in tempi brevissimi. «Dopo il record di firmatari, ben 55 consiglieri regionali su 60 (se ne sono aggiunti altri rispetto agli originari 45) – ricorda Marotta – rischiamo di battere quello di velocità. Il caso del calciobalilla è uscito a metà gennaio, in un mese e mezzo potremo approvare una legge ad hoc. Sarebbe bello aggiungerla all’ordine del giorno della prossima sessione del Consiglio, quella sul Bilancio, e votarla in apertura. Con il grande consenso bipartisan che ha avuto – l’hanno firmata quasi tutti – in pochi minuti la approviamo. Sarebbe la dimostrazione che anche la pubblica amministrazione può intervenire con efficienza e rapidità».

 

«Tentiamo – spiega Marotta – di sbrogliare la matassa, almeno sul versante regionale: una misura piccola fin che si vuole ma, in un periodo di crisi notevole, dimostriamo attenzione verso chi, commercianti, artigiani, esercenti, si deve guadagnare il pane e dare lavoro ai propri collaboratori».

 

Informato dell’approvazione del pdl in Prima Commissione, interviene un soddisfatto Maurizio Franceschi, direttore di Confesercenti Venezia: «Dopo l’ok in Commissione, confidiamo nella disponibilità dei tanti consiglieri che hanno sottoscritto questa norma per una veloce approvazione della legge. Sarebbe una prima, vera risposta concreta per la semplificazione della vita di tanti nostri concittadini».

 

Di seguito il testo integrale del progetto di legge di Marotta:

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

NONA LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE N. 417

PROGETTO DI LEGGE dei Consiglieri Marotta, Pipitone, Tiozzo, Fracasso, Bond, Cortelazzo, Finco, Cappon, Corazzari, Toscani, Bortoli, Fasoli, Tosato, Baggio, Niero, Peraro, Reolon, Sinigaglia, Furlanetto, Bozza, Pigozzo, Bortolussi, Bonfante, Bendinelli, Tesserin, Toniolo, Bottacin, Caner, Teso, Bassi, Ruzzante, Azzalin, Ruffato, Possamai, Lazzarini, Valdegamberi, Grazia, Marchese, Berlato Sella, Conta, Cenci, Padrin, Pettenò, Foggiato, Sernagiotto.

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MODIFICA DELLA LEGGE REGIONALE 28 GENNAIO 1977, N.10 “DISCIPLINA E DELEGA DELLE FUNZIONI INERENTI ALL’APPLICAZIONE DELLE SANZIONI AMMINISTRATIVE DI COMPETENZA REGIONALE”.

R e l a z i o n e:

A volte i progetti di legge si ammantano di universalità, ma mirano al particolare, financo al caso singolo. La presente proposta, al contrario, prende spunto da un episodio ben identificabile (che peraltro non sarebbe neppure inseribile nelle fattispecie previste dal presente testo), per rivolgersi al generale ed inserire, anche nel Veneto, una nuova disciplina che, in caso di infrazione di pubblici esercizi, commercianti e artigiani, preveda un avvertimento, la diffida amministrativa, prima di passare alla vera e propria sanzione.

LO SPUNTO

I riflettori si accendono a Mestre, in pieno centro. Al titolare di un locale pubblico, “Il Palco”, viene comminata una multa di 1400 euro per un calcio-balilla senza gettoni, quindi ad uso gratuito, ma detenuto senza autorizzazione. Il fatto risale al 2011: quando il ricorso viene rigettato, perché privo di argomentazioni valide, scoppia il caso.

La frase “multa di 1400 euro per un biliardino gratis” è un mantra che esercita un fascino irresistibile: in poche ore la vicenda assume rilievo nazionale. Le caratteristiche della storia solleticano il palato dei mass media di tutta Italia, e l’intero stivale interviene, compatto, a difesa dell’esercente multato. L’eco che ne risulta è impressionante, e solo elencarne l’excursus cronologico risulta ponderoso. Il 15 gennaio 2014 la notizia della multa di 1400 euro per il biliardino de il “Palco” di Mestre appare in sordina. Il giorno successivo, il 16 gennaio, esplode ed occupa le prime pagine. Il giorno 17 varie personalità corrono a difendere il calciobalilla “fuorilegge”, dai Presidenti delle Regioni Toscana e Veneto ad attori di fama nazionale. Il titolare del locale passa da una trasmissione tv all’altra, con collegamenti in diretta e disfide a biliardino, editorialisti di fama usano la vicenda come cartina al tornasole dei malanni del paese, sul web i blog ribollono di indignazione e commenti. Il giorno 19 gennaio il Prefetto di Venezia dichiara che le norme relative alla multa sono da cambiare. Il giorno 20 il Sindaco di Venezia fa visita al “Palco”. Il giorno 21 il Prefetto di Venezia fa lo stesso, mentre gli attestati di solidarietà proseguono anche nei giorni successivi.

LA PROPOSTA

A far notizia è stato il calciobalilla. Ma il focus di questa proposta di legge riguarda le multe che, a tanti esercenti, arrivano per un cartello dimenticato o un avviso perduto, una tenda da esterni che sporge di 4 centimetri o un timbro apparentemente sbiadito. Pensiamo a tutti quelli che in prima pagina non ci sono finiti e non hanno avuto radio e blog dalla loro: barbieri, baristi ed ambulanti qualsiasi.

La nuova disciplina interviene esclusivamente nella regolamentazione delle sanzioni amministrative di competenza regionale. Come ha fatto, ad esempio, la Regione Emilia Romagna con una scelta analoga. Si stabilisce una procedura innovativa che prevede un invito formale a sanare un’eventuale posizione irregolare, entro un preciso limite di tempo, prima di attuare procedimenti sanzionatori. Un atto di civiltà che permetta agli esercenti di mettersi in regola, senza essere immediatamente multati con importi a volte insostenibili, a causa di irregolarità dovute a dimenticanze o ad un eccesso di regolamentazione che a volte può causare lacune nella sua piena attuazione. Grazie a questa norma gli esercizi hanno 10 giorni per conformarsi alla regola, dopodiché si passa all’esecutività della sanzione vera e propria, senza rinnovi o proroghe.

Questa iniziativa vuole rappresentare una iniezione di buon senso che, per spiegare il concetto con una banalizzazione volutamente estremizzata, eviti a distratti e smemorati di essere multati al primo passo falso. Ma che garantisca comunque a chi viola la legge che, dopo la diffida, la multa non gliela toglierà nessuno.

L’AMBITO NORMATIVO

Il comma 5 dell’articolo 14 del D.L. 9 febbraio 2012, n.5, convertito in legge 4 aprile 2012, n.35 ha previsto l’adozione, mediante intesa in sede di Conferenza unificata, di linee guida che hanno l’obiettivo di uniformare le diverse normative ed attività regionali e delle province autonome in materia di controllo, in una prospettiva di semplificazione ma anche di maggior efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa, nel perseguimento dell’interesse pubblico tutelato.

Non più controllo come mero accertamento della conformità formale, ma come corrispondenza sostanziale delle disposizioni poste a tutela degli interessi pubblici, anche attraverso un’azione di orientamento e collaborazione con le imprese. Proprio in quest’ottica le linee guida individuano, come esempio di buona prassi, l’istituto della diffida amministrativa, introdotto dalla Regione Emilia Romagna (articolo 7bis della legge regionale 28 aprile 1984, n.21), che consiste in un invito a sanare la violazione contestata dall’accertatore in un termine breve. L’istituto è applicabile nell’ambito di procedimenti sanzionatori disciplinati nei settori riguardanti il commercio, la somministrazione di alimenti e bevande, l’esercizio di attività di artigianato a contatto con il pubblico, il divieto di fumo e nelle fattispecie sanzionatorie previste dai regolamenti comunali, ad esclusione delle normative di settore che già prevedono una diffida.

L’ARTICOLATO

Il progetto di legge si compone di due articoli: nel primo si prevede l’introduzione della diffida amministrativa anche nell’ordinamento regionale veneto, prevedendo settori di applicazione definiti, fatta salva la disciplina della diffida prevista in normative di settore, intendendo salvaguardare le norme già esistenti. Con i commi successivi si individuano la fattispecie e le procedura di applicazione. Con l’articolo 2 si dichiara l’urgenza del provvedimento.

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Articolato:

MODIFICA DELLA LEGGE REGIONALE 28 GENNAIO 1977, N.10 “DISCIPLINA E DELEGA DELLE FUNZIONI INERENTI ALL’APPLICAZIONE DELLE SANZIONI AMMINISTRATIVE DI COMPETENZA REGIONALE”.

Art. 1 – Introduzione dell’articolo 2 bis “Diffida amministrativa” dopo l’articolo 2 della legge regionale 28 gennaio 1977, n.10 “Disciplina e delega delle funzioni inerenti all’applicazione delle sanzioni amministrative di competenza regionale.”

1. Dopo l’articolo 2 della legge regionale 28 gennaio 1977, n.10 “Disciplina e delega delle funzioni inerenti all’applicazione delle sanzioni amministrative di competenza regionale” è aggiunto il seguente:

Art. 2 bis – Diffida amministrativa

1. Fatta salva la disciplina prevista in normative di settore, ivi comprese quelle sulla sicurezza alimentare e sulla tutela e sicurezza del lavoro, al fine di semplificare il procedimento sanzionatorio e di instaurare un più proficuo rapporto di collaborazione fra amministrazione, cittadini ed imprese, è introdotto, nei settori di cui al comma 2, l’istituto della diffida amministrativa, in luogo dell’immediata contestazione della violazione, qualora questa sia materialmente sanabile entro il termine fissato dal comma 3.

2. La diffida amministrativa è applicabile nell’ambito di procedimenti sanzionatori disciplinati nei settori riguardanti il commercio, la somministrazione di alimenti e bevande, l’esercizio di attività di artigianato a contatto con il pubblico, il divieto di fumo, nonché nelle fattispecie sanzionatorie previste dai regolamenti comunali.

3. La diffida amministrativa consiste in un invito rivolto dall’accertatore al trasgressore o all’eventuale responsabile in solido, a sanare la violazione. L’invito è contenuto nel processo verbale di accertamento redatto al termine degli atti di cui all’articolo 13 della legge 24 novembre 1981, n. 689, notificato agli interessati ai sensi del successivo articolo 14 e nel quale deve essere indicato il termine, non superiore ai dieci giorni, entro cui uniformarsi alle prescrizioni.

4. La diffida amministrativa non è rinnovabile, né prorogabile. Essa non opera in caso di attività svolta senza autorizzazione, licenza, concessione, permesso o nulla osta comunque denominato. L’autore della violazione non può essere diffidato nuovamente per un comportamento già oggetto di diffida nei cinque anni precedenti.

5. Gli enti competenti individuano, nell’ambito dei settori indicati al comma 2, in quali procedimenti introdurre la diffida amministrativa. La Regione monitora l’applicazione dell’istituto della diffida amministrativa e può dettare specifiche linee guida in materia.

Art. 2 – Dichiarazione d’urgenza.

1. La presente legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto.

 

 

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