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Tribunale di Venezia: lecita roulette su internet in pubblico esercizio

In: Apparecchi Intrattenimento, Diritto

1 settembre 2014 - 09:07


tribunale legge

(Jamma) – È il principio che, ad una attenta lettura, si potrebbe desumere dall’importante Sentenza depositata il 1 agosto 2014 dal Tribunale di Venezia nel giudizio di impugnazione a ordinanza ingiunzione di AAMS avanzata da un esercente, assistito dall’avv.Ripamonti, con studio in Viterbo e Firenze.
Il contenuto sanzionatorio si basava sulla illiceità del gioco on line effettuato su totem promogames, dall’amministrazione ritenuti apparecchi equiparabili ai commi 6 e 7 e, come tali, non conformi ai parametri di legge.


Il Tribunale lagunare, accogliendo le tesi del difensore, ha affermato l’insufficienza delle risultanze del verbale di sequestro, inidonee a dimostrare l’appartenenza dei totem agli apparecchi della tipologia 110 tulps, non potendosi escludere che tali congegni fossero invece personal computer veri e propri pur se impiegati nel gioco.

Così testualmente la motivazione: “L’opposizione è fondata e merita accoglimento. Si devono, infatti, ritenere insufficienti gli elementi raccolti in sede di accertamento dagli operanti ai fini di ritenere l’appartenenza delle apparecchiature oggetto di causa alla tipologia degli apparecchi ex art.110 tulps, non potendosi escludere che gli apparecchi in questione siano vere e proprie postazioni internet e non apparecchi da intrattenimento, come peraltro emerge dallo stesso verbale di accertamento nel quale gli agenti affermano che trattasi quindi di un personal computer vero e proprio. E’ vero che nel verbale viene dato atto che al momento dell’accesso l’apparecchio era utilizzato da persona che stava giocando su un sito con il gioco della roulette, ma non è stato accertato nè che il giocatore avesse pagato per utilizzare la postazione, nè che potesse inserire denaro, nè che potesse ricavare vincite in denaro o benefici di un qualche tipo. Non è possibile, quindi, in mancanza di altri elementi affermare che gli apparecchi oggetto di causa rientrino in quelli previsti dall’art.110 comma 6 e 7 non essendo state riportate in sede di accertamento le modalità di gioco, contrariamente a quanto affermato da AAMS nella comparsa; per tale effetto non è possibile affermare che le postazioni in questione siano soggette all’obbligo di autorizzazione e di collegamento alla rete aams di Sogei.”
L’avv. Marco Ripamonti ha commentato:”importante sentenza per la materia del gioco promozionale, che può essere esercitato entro un perimetro assai delimitato e secondo parametri ben precisi la cui mancata osservanza potrebbe esporre gli operatori a problemi di vario genere”.

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