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Terrabusi (Naz.Elettronica): “I 500 milioni possono arrivare dalle Vlt, abbassando il payout

In: Apparecchi Intrattenimento

24 dicembre 2014 - 14:36


terrabusi

(Jamma) – Renzo Terrabusi, fondatore della Nazionale Elettronica, lancia una proposta per affrontare il problema che si è creato con l’approvazione della Stabilità 2015. Chi dovrà pagare i 500 milioni chiesti al settore dal governo Renzi?
Secondo Terrabusi “I margini di intervento sul segmento delle VLT ci sono e lo dico a ragion veduta:

basta tenere conto che la norma vigente sulle videolotterie prevede una vincita minima dell’85 percento delle giocate, mentre tutte le piattaforme girano a payout maggiori, fino all’88 percento, anche adesso che sono stati modificati al ribasso. Pertanto, portando i giochi all’85 percento, e intervenendo su quelle piattaforme dotate di jackpot, riducendo la quota di accumulo di un altro punto percentuale, si possono tirar fuori probabilmente anche qualcosa in più rispetto ai 500 milioni che i concessionari devono versare. Basta fare qualche semplice calcolo per trovare una soluzione già scritta”.
“Una volta operata questa modifica – spiega Terrabusi – spetterà poi agli stessi concessionari stabilire come comportarsi nelle pratiche commerciali con i gestori, in base ai vari rapporti: quei gestori che hanno le VLT, per esempio, avrebbero già anch’essi dei benefici da queste modifiche sul payout, mentre chi lavora soltanto con le Newslot dovrà avere un trattamento diverso, ma questo verrà definito a parte”. E i margini per un intervento di questo tipo ci sarebbero anche in termini di sostenibilità: “So già che l’obiezione comune potrebbe essere quella di sostenere che la diminuzione del payout scoraggerebbe le giocate, ma abbiamo già avuto una prova del riscontro sui giocatori con le Newslot, quando il passaggio dal 75 al 74 è stato pressoché indolore. Come Nazionale Elettronica abbiamo realizzato una piattaforma VLT insieme alla multinazionale Win che è pronta per l’omologazione e che è stata già calibrata su un payout dell’85 percento. Sappiamo bene quindi di cosa stiamo parlando ed è su questo fronte che bisogna lavorare per cercare di rendere sostenibili le misure proposte dal governo”.

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