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Stabilità 2016, Ripamonti: “Il previsto aumento del Preu su slot e VLT si concreta nell’ennesima ed inammissibile penalizzazione per il Settore”

In: Apparecchi Intrattenimento

19 ottobre 2015 - 11:02


ripamontins

(Jamma) – Sulle novità previste nella prossima Legge di Stabilità, su slot e VLT interviene l’avv.Marco Ripamonti, che come noto da oltre quindici anni è uno dei professionisti maggiormente affermati ed attivi nel settore dell’Automatico. Lo stesso ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Il previsto aumento del Preu su slot e VLT si concreta nell’ennesima ed inammissibile penalizzazione per il Settore e comporterà, in particolare, una grave ripercussione sui Gestori, aggiungendosi alla altrettanto penalizzante disposizione di un anno fa sulla rinegoziazione dei contratti e sulla conseguente rimodulazione dei margini di pertinenza dei soggetti della filiera”.
“Situazione – prosegue il legale – in ordine alla quale ancora sono aperti i diversi contenziosi. Mi occupo ormai da molti anni dell’assistenza dei Gestori in favore dei quali in vari casi presto attività di consulenza in modo continuativo e credo, quindi, di conoscere diverse realtà in ogni parte d’Italia. Penso di poter pertanto affermare con cognizione di causa che tale aumento potrebbe porre a serio rischio la sopravvivenza di parecchi operatori con pericolo di default. Operatori sui quali grava già e da sempre il costo di investimento riguardante il parco macchine e relativo rinnovo, la logistica e la manutenzione dei congegni, tutti i rischi e costi anche inerenti l’aspetto della sicurezza in una attività di circolazione di denaro contante proveniente dalle slot a rischio furti e rapine e non semplice da proteggere a livello assicurativo, dove non tutte le compagnie sono disposte a fornire la copertura. Sono proprio tutti questi gli aspetti di forte e maggiore onerosità rispetto alla posizione dell’esercente che recentemente hanno anche determinato decisioni rilevanti in sede giudiziale civile in materia di penali contrattuali imposte a carico di esercenti stessi, apparentemente eccessive ma a ben vedere proporzionate se riferite ai differenti oneri gravanti sulle rispettive attività di gestore ed esercente. Ecco che, quindi, l’aumento del Preu andrebbe come al solito a spiegare effetti maggiormente pesanti proprio sulla figura del Gestore. Naturalmente, una simile situazione, spesso per esigenze di sopravvivenza, potrebbe condurre ad un incremento del gioco d’azzardo esterno ai circuiti legali, sopratutto sui canali dell’online e grazie a formule alternative. Non va dimenticato, d’altro canto, che chi sa gestire il gioco ‘lecito’ per lo Stato è spesso anche in grado di organizzarsi in altro modo, pur di garantire lo stipendio ai dipendenti e la sopravvivenza dell’azienda. Del resto, tale attività di gestione ancora oggi resta misconosciuta e a livello locale addirittura osteggiata con regolamenti a volte illogici e vessatori, su distanze ed orari, limitando i margini ed arrecando ulteriori penalizzazioni. Recentemente, nel corso della mia attività di aggiornamento, ho esaminato una recente Sentenza del TAR Toscana riferita ad un caso in cui un piccolo Comune in Provincia di Pistoia (Quarrata) si è veduto impugnare un regolamento nel quale in effetti non vi erano previsioni specifiche sulla tipologia della sala VLT. Il Tar ha respinto il ricorso della titolare della sala e, sostanzialmente, ha affermato come la sala VLT vada intesa quale figura riconducibile alle attività ‘similari’ alla sala giochi, con le relative conseguenze in materia di distanze dai luoghi sensibili. Mi ha sorpreso come nella Sentenza non si faccia mai cenno al concetto di ‘gioco d’azzardo’ che, a mio avviso, distingue la sala giochi dalla sala VLT, per l’appunto dedicata a tale attività. L’afflusso di gente e le connotazioni dei frequentanti la sala giochi è tutt’altra cosa rispetto ai frequentatori della sala VLT e molto più riconducibile alla varietà dei soggetti che possono in linea di massima frequentare bar e caffè muniti di biliardi, calcio balilla e slot. Molto diversa, più esigua, omogenea e silenziosa la tipologia dei frequentatori della sala VLT, dove si gioca d’azzardo alla stessa stregua dei casinò fisici, che ormai si riducono più a meta turistica, che altro, considerando che sul territorio italiano si può diffusamente giocare d’azzardo proprio con le VLT senza doversi recare a Venezia o a Sanremo in giacca e cravatta. Però, di tutto ciò, sembra che il Tar Toscana non abbia tenuto conto riconducendo una realtà quale la sala VLT a semplice attività similare alla sala giochi. Né del resto di ciò si tiene conto a livello di regolamenti comunali, che quasi sempre tendono in modo grossolano ad assimilare le due tipologie.
In definitiva, credo che il Governo farebbe meglio a regolamentare definitivamente il Settore in modo più chiaro e senza ipocrisie, armonizzando le linee proprie con quelle degli enti locali e chiamando azzardo ciò che in effetti lo sia e conferendo il giusto peso alla categoria dei Gestori che ne permette il funzionamento, riflettendo attentamente sulla pretesa di rimpolpare le casse erariali con nuove imposizioni sul Preu e meditando invece su una vera spending review da parte dello Stato stesso, ad esempio riducendo drasticamente il numero impressionante di personaggi che campano di politica da sempre, nonché privilegi pensionistici iperbolici, consulenze d’oro e così via”.

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