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Stabilità 2015, tre punti fermi per non lasciarsi prendere dal panico

In: Apparecchi Intrattenimento

2 gennaio 2015 - 14:44


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(Jamma) – Ieri è entrata in vigore la legge di Stabilità 2015 che prevede una riduzione degli introiti per i concessionari di Stato che gestiscono per conto della Repubblica Italiana gli apparecchi automatici da intrattenimento avvalendosi di una rete capillare sul territorio di aziende individuate come terzi incaricati della raccolta. In attesa delle disposizioni attuative del disposto normativo, di cui dovrà occuparsi l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, registriamo dichiarazioni e prese di posizione che inducono al panico l’operatore meno informato e che preoccupano più di quanto non faccia già il testo della legge di Stabilità.
Per contribuire ad una riflessione condivisa su come affrontare le nuove regole cerchiamo di individuare almeno tre punti fermi dai quali partire.

 

 

Ripartizione dei 500 milioni di euro tra concessionari
Il legislatore ha disposto che i concessionari dovranno versare, in due rate di cui la prima entro il mese di aprile e la seconda entro il mese di ottobre, i 500 milioni richiesti in modalità proporzionale agli apparecchi ad essi riferibili alla data del 31 dicembre 2014. Questo significa che la nuova imposta obbliga i tredici concessionari a versare “in aggiunta a quanto versato allo Stato ordinariamente, a titolo di imposte ed altri oneri dovuti a legislazione vigente e sulla base delle convenzioni di concessione” gli ulteriori 500 milioni. La ripartizione tra i concessionari dovrà essere proporzionale al volume di affari e quindi agli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6 a) e b) del TULPS gestiti nell’esercizio che si chiude con il 31-12-2014. Non è determinante, quindi, nel calcolo della ripartizione il numero delle disinstallazioni operate negli ultimi giorni dell’anno in quanto l’importo va “in aggiunta a quanto versato allo Stato ordinariamente” nell’esercizio dell’anno precedente per gli apparecchi a ciascun concessionario riferibili. Un apparecchio disinstallato il 29 dicembre, ad esempio, è comunque riferibile al concessionario che lo ha gestito nei primi giorni di dicembre e contabilmente compare nella chiusura del periodo contabile dell’ultima quindicina di dicembre.

 

 

Ripartizione tra gli apparecchi
I 500 milioni sono una rivisitazione anticipata rispetto a quella che verrà operata con la Delega Fiscale “degli aggi e dei compensi spettanti ai concessionari e agli altri operatori di filiera” pertanto non esiste categoria di apparecchi a vincita esclusa dall’obbligo di contribuire alla nuova imposta.
In attesa dei dati che fornirà l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli proviamo a valutare l’impatto per apparecchio in base ai numeri conosciuti e diffusi con il Libro Blu dell’ADM relativo al 2013.

 

Newslot Esercizi Newslot VLT Esercizi VLT Raccolta Newslot Raccolta VLT Raccolta Totale Apparecchi in Totale
410688 96245 50662 5488 25422 22085 47507 461350
53,51% del totale 46,49% del totale

 

Se la situazione nel 2014 fosse quella registrata nel corso del 2013 ai 500 milioni dovrebbero contribuire per 267,55 milioni (53,51%) gli operatori che gestiscono Newslot e per 232,45 milioni (46,49%) gli operatori che gestiscono VLT. Quindi con 652 euro per ogni Newslot, con 4588 euro per ogni VLT. Se, invece, si volesse trascurare che l’apparecchio VLT sia un “contribuente” più facoltoso rispetto la Newslot e considerarlo nella stessa fascia impositiva si avrebbe una incidenza di 1084 euro per ciascun apparecchio che sia VLT o Newslot.

 

 

Ripartizione tra gli attori della filiera
La nuova imposta è stata introdotta con la premessa che tutto il denaro raccolto dovrebbe essere versato nelle casse dei concessionari. In realtà è quanto il legislatore prevede dal 2004 ma l’accertata (anche dalla Agenzia delle Entrate) impossibilità pratica di realizzare questa previsione resta e non può mutare le condizioni in essere una semplice frase, anche se contenuta in altra legge primaria. Infatti, per il riversamento sulla filiera della ulteriore imposta bisognerà attendere la firma di nuovi contratti che ciascun attore valuterà nei tempi e nelle modalità previste dalle normali regole sui contratti privatistici tra imprenditori. E&M

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