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Slot. Tar Bologna: “I Comuni non possono imporre le distanze minime se manca una pianificazione statale”

In: Apparecchi Intrattenimento, Diritto

27 aprile 2015 - 13:28


salaslotrouge

(Jamma) I Comuni non possono imporre alle sale giochi e scommesse di rispettare distanze minime dai luoghi sensibili, fino a quando non verrà adottata la pianificazione statale prevista dal decreto Balduzzi. La pianificazione costituisce infatti “necessario e imprescindibile presupposto affinché alle amministrazioni comunali sia consentito dettare disposizioni concernenti la localizzazione di tali attività allo specifico e precisato fine di ordine pubblico”. E’ quanto ha affermato il Tar Bologna nella sentenza in cui accoglie il ricorso intentata da una sala scommesse del capoluogo emiliano per chiedere il trasferimento in altri locali. Impugnato, in particolare, l’art. 23, comma 3, del Regolamento di Polizia Urbana del comune di Bologna – modificato dalla deliberazione consiliare 256646 dell’11 novembre 2013 -nella parte in cui dispone che “Il locale dove viene svolta l’attività deve rispettare la distanza minima di 1.000 mt. misurata sul percorso pedonale più breve che collega i rispettivi punti di accesso più vicini dai seguenti luoghi sensibili: asili, scuole di ogni ordine e grado, luoghi di culto, ospedali, casi di cura, camere mortuarie, cimiteri, caserme e strutture protette in genere”. Il giudice bolognese respinge le interpretazioni che altri Tribunali Regionali hanno dato per sostenere le normati antislot, spiegando che la pianificazione prevista dal decreto Balduzzi è “finalizzata a pianificare ed omogeneizzare, con efficacia su tutto il territorio nazionale, l’introduzione di limiti distanziometrici aventi non già carattere urbanistico ma chiara natura di ordine pubblico. Tutto ciò anche al concreto fine di evitare, mediante l’introduzione di limiti certi aventi efficacia su tutto il territorio nazionale, la possibile introduzione di distanze del tutto diverse da Comune a Comune”. E sottolinea che nei due casi che ha trattato le “distanze dai siti “sensibili”, variano dai mt. 500,00 prescritti dal comune di Comacchio, ai mt. 1000,00 stabiliti dal comune di Bologna”.

 

SENTENZA

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