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Slot. Per la Corte di Appello di Amsterdam le imposte applicate alle slot rappresentano una violazione ai Diritti Fondamentali europei

In: Apparecchi Intrattenimento

25 luglio 2012 - 15:00


awpolada

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(Jamma) Nei giorni scorsi la Corte d’Appello di Amsterdam l’imposta applicata all’offerta di gioco per tramite delle slot a vincita limitata è contraria al diritto fondamentale europeo. Lo Stato potrebbe essere obbligato a pagare milioni di euro di risarcimento danni.  Nei procedimenti legali avviati da due legali rappresentanti di diverse aziende che operano nella gestione di apparecchi a vincita la sezione fiscale della Corte d’Appello di Amsterdam ha pronunciato una sentenza senza precedenti e che fa riferimento alla violazione del diritto al possesso e quello dell’impresa. Nella sentenza, peraltro straordinariamente dettagliata, la Corte ha stabilito che la tassa sui giochi d’azzardo riscossa sul reddito generato dalle slot è contraria alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo . La sentenza rappresenta un importante principio attraverso il quale invocare il diritto al godimento della proprietà ai sensi della Convenzione stessa.

I fatti

Tutto prende il via 1 ° luglio 2008, quando ai redditi derivanti dalle slot machine è stata applicata l’imposta sui giochi d’azzardo. La misura è stata introdotta nel testo di legge di Finanziaria 2008 con l’intento di uniformare la tassazione sulle attività di gaming portandole alla percentuale fissata sulle giocate ai tavoli dei casinò. Le maggiori entrate sarebbero servite a finanziare la fornitura gratuita dei testi scolastici nelle scuole pubbliche del Paese. La norma scatenò la protesta dei gestori e dei produttori di apparecchi da intrattenimento che annunciarono ricorsi alla Corte Europea. Il Tribunale di Amsterdam ritiene oggi che la riscossione di questa tassa sulle slot machine è in palese contrasto con il diritto fondamentale al pacifico godimento della proprietà. Nel corso del procedimento giudiziario è stato infatti prodotto un report dettagliato sull’impatto che la tassa sui giochi d’azzardo avrebbe avuto sulle imprese. La conclusione della Corte si basa sul modo in cui questa legislazione è nata. Quando la legislazione è stata introdotta infatti il 1 ° luglio 2008, il governo era a conoscenza del fatto che per un numero considerevole di operatori di slot machine questo avrebbe significato la chiusura. Il governo ha ritenuto che questo potesse rappresentare un rischio accettabile. La Corte ha concluso che si tratta di una grave violazione del diritto fondamentale delle imprese .La Corte ha ritenuto inoltre che la violazione è ancora più grave perchè il governo, quando introduce la normativa, dovrebbe pensare anche possibilità di una compensazione economica. Ma così non è stato. Di conseguenza, tale normativa non soddisfa la condizione di equilibrio . Molto importante il fatto che l’unica giustificazione la Corte potrebbe accettare per l’accettare tali rischi sono considerazioni di bilancio. La Corte ha anche preso in considerazione il fatto che che le imprese operano in un settore estremamente regolamentato e che il governo non aveva preso in considerazione l’effetto di altre misure, come il divieto di fumo che è entrato in vigore il 1 ° luglio 2008. Inoltre il problema legato all’ IVA non è stato nemmeno preso in considerazione.

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