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Slot. Pastorino (STS) : ”Mef nostro unico interlocutore. Contro la ‘ludofobia’ i tabaccai propongono un percorso virtuoso”

In: Apparecchi Intrattenimento, Associazioni, Primopiano

29 agosto 2016 - 11:17


pastorino

(Jamma) “Riconosciamo nel Mef, e nello specifico nel sottosegretario Pierpaolo Baretta il nostro solo è unico interlocutore per quanto riguarda il settore del gioco pubblico”. Fuga ogni dubbio e ogni possibile incomprensione il Presidente Nazionale STS, Giorgio Pastorino, circa i contatti intercorsi nelle scorse settimane tra i rappresentanti della associazione e il Governo. ”Con il sottosegretario Baretta

ci siamo confrontati sulle proposte in materia di riordino del settore delle slot e in particolare sulla questione della riduzione del numero delle installazioni, proposta che non ci trova in totale disaccordo. Con ciò riteniamo quanto mai importante consolidare il rapporto con il ministro Calenda, rapporto che in diverse occasione si è rivelato fondamentale. Rispetto alla ipotesi di concentrare l’offerta di gioco in esercizi dedicati (nella proposta presentata agli enti locali il Governo per tramite del Mef parla anche di gaming hall Ndr) abbiamo sottolineato come le tabaccherie siano di per sé esercizi ‘specializzati’. Non dimentichiamoci che noi operiamo in virtù di una concessione e non semplicemente di una licenza. Proprio la specificità della nostra attività ci impone un percorso di formazione rigoroso che oggi intendiamo indirizzare soprattutto verso le tematiche legate al gioco responsabile. La novità è che intendiamo strutturare questo percorso formativo in modo continuativo, così da garantire all’esercente una adeguata professionalità e gli strumenti idonei a gestire l’offerta di gioco”.

” Ci siamo rivolti anche a tre Università che ci metteranno a disposizione dei programmi di gioco responsabile e di contrasto al Gap. Abbiamo fatto questa scelta in modo che fosse garantita la piena obiettività degli strumenti” sottolinea Pastorino.

Avete parlato di questo al sottosegretario Baretta?

”Si, certo. Il sottosegretario si è mostrato molto interessato al nostro lavoro”.

Ma le prime anticipazioni sui lavori della Conferenza Unificata e la possibile intesa sulle caratteristiche dei punti di gioco non vi preoccupano un po’?

”Il sottosegretario parla di luoghi specializzati, crediamo che la tabaccheria per sua natura sia il luogo specializzato per eccellenza. Da parte nostra crediamo che si possa lavorare insieme al raggiungimento degli obiettivi che si è proposto il legislatore. Come già detto intanto stiamo lavorando ad un processo di certificazione. Nella convinzione che difficilmente si possa cancellare il distanziometro laddove è già stato applicato stiamo pensando ad una soluzione che permetta di riconoscerne più il valore di ‘avvertimento’ che un vero e proprio limite. Mi spiego meglio. La tabaccheria in prossimità delle scuola dovrà attivare tutte quelle indicazioni e quegli strumenti che garantiscano la tutela rispetto ad una utenza come quella di minori. Stiamo parlando ad esempio di area di installazione, di personale formato sui rischi del gioco sempre presente ecc.”

E se un esercente non dovesse impegnarsi in questo senso?

”In questo caso si troverà costretto a rinunciare alla offerta di gioco”.

A proposito di distanziometro e di limitazioni orarie è nota la vostra attività sul territorio e l’impegno nel confrontarsi con gli Enti Locali. Qual è la risposta?

In alcuni casi ci siamo trovati di fronte a quelli che io chiamo i dipendenti contro il gioco, amministratori dipendenti da ludofobia. Con loro risulta oggettivamente difficile confrontarsi. Si limitano infatti a fare copia incolla di regolamenti applicati altrove. In molti altri casi è facile capire che la politica contro il gioco è diventata una questione politica. Gli amministratori sanno perfettamente che certe misure danneggiano le attività commerciali ma un atteggiamento diverso li esporre ad attacchi politici. Qualcuno sa perfettamente che da un certo atteggiamento si può avere un ritorno ‘elettorale’. In alcuni casi, rari purtroppo, i sindaci hanno capito che certe restrizioni possono compromettere pesantemente il bilancio dell’attività commerciale. Dopo una valutazione sull’effettiva incidenza del fenomeno del gioco patologico in quell’area decidono così di non applicare le nuove regole”

Che effetti stanno avendo le limitazioni, distanziometro e riduzione orari?

Nella maggior parte dei casi non si hanno nuove aperture. Soprattutto gli orari stanno incidendo fortemente sugli incassi. Tanto più laddove, come nel caso di Bergamo, si vietano anche le scommesse e perfino la vendita dei GrattaeVinci. Gli effetti si vedranno a breve, e non solo sui bilanci delle attività commerciali ma anche sulle entrate erariali.

Crede che l’intesa su cui si sta lavorando in Conferenza Unificata porti ad un risultato soddisfacente?

Personalmente sono ottimista. Sono convinto che la soluzione sia a portata di mano. Mi spiace che da parte di qualcuno ci sia una certa chiusura rispetto al dialogo. Al contrario vedo ad esempio che l’ANCI ha assunto una posizione che ci fa ben sperare. Del resto loro sono i sindaci e sono loro che devono decidere. Del resto non posso pensare ad una soluzione diversa rispetto allo stallo in cui si trova oggi il settore. C’è in ballo il bando sulle scommesse, quello delle sale Bingo, è ovvio che in queste condizioni non si possa fare. Mentre lo Stato ha già messo in bilancio gli introiti.

A proposito di entrate in questi giorni si è parlato di Superenalotto e di fondi per la ricostruzione post-terremoto. Che ne pensa?

Da un certo punto di vista me lo aspettavo. Fa un po’ parte della nostra ‘storia’. Quando c’è una emergenza si pensa alle entrate dai tabacchi o dai giochi. C’è solo da capire se il settore può dare qualcosa in più. In questo momento mi sembra difficile.



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