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Slot. Lettera aperta ad ‘una parte’ dei gestori

In: Apparecchi Intrattenimento

4 febbraio 2015 - 08:11


salaslot

(Jamma) “Se pensavamo che sarebbe finita con il pagamento della tassa di 500 milioni di euro, adesso sappiamo che ci siamo sbagliati” scrive in una lettera aperta Antonio Pompeo, titolare di una azienda di gestione.

“Ora, a quanto pare, ci chiede di avere non più di 4 slot ad esercizio, e forse potrebbero bastare, ma ci vogliono chiedere di fare locali separati dove non è consentita la visibilità, quindi opere murarie con porte automatiche e codici alfanumerici esclusivi per i giocatori o altresì un controllo d’identità per i minorenni fatto dai… titolari o da personale predisposto. Ciò comporta soldi da sborsare e già mi immagino baristi che diranno che dobbiamo partecipare alle spese o quantomeno diranno “se non lo fai tu, ho chi me lo fa”.
Se ciò non bastasse si sono inventati che per poter non essere esclusi dal Registro degli operatori devi avere almeno 200 slot. Questo, se ben conosco il settore, è ancora peggio.
Il noleggiatore è un animale solitario come il ghepardo, sempre in lotta per la sopravvivenza e non è abituato alla caccia di gruppo; ma tant’è che se è vero che siamo in una fase epocale di cambiamenti nel settore altra strada non c’è che associarsi per formare dei gruppi grandi che possono resistere all’urto. Non sono d’accordo con la tesi di Francesco Gatti (BAKOO) che dice “i politici sono stati presi in giro dalle lobbies del gioco” perché i politici fanno parte delle lobbies del gioco e csono convinto che il governo preferisca, come in altri settori, avere pochi interlocutori a scapito delle piccole aziende. Cosi va il mondo oggi.
Se aggiungiamo che vogliono sostituire le awp con le vlt nei bar quello che penso si avvalora.
In un mercato globalizzato il piccolo muore quindi è meglio essere un piccolo atomo di una grande molecola che un grande atomo di una piccola molecola”.

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