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Slot e Vlt. Quali logiche prevarranno nell’operazione di razionalizzazione del mercato?

In: Apparecchi Intrattenimento

16 luglio 2014 - 12:37


coderevltpalace

(Jamma) Quella di oggi è una personale riflessione su come la competenza e la capacità di fare scelte strategicamente vincenti possono condizionare fortemente la performance di una società che opera nel settore degli apparecchi da intrattenimento a vincita. E questo a dispetto delle tante, troppe, dissertazioni che negli ultimi tempi circolano su stampa e social secondo le quali il prodotto ‘giochi’ sia semplicemente un’offerta ‘confezionata’ appositamente per ingannare un consumatore inconsapevole e vulnerabile.
Il mercato delle slot e dei terminali Vlt, come sanno bene gli operatori, è sempre stato al centro di un acceso dibattito circa i ruoli e le diverse funzioni dei soggetti che vi partecipano. Altra questione, di non poco conto, quella dell’importanza delle location e degli elementi che fanno la differenza. Alla luce delle possibilità che si intervenga, in una logica di razionalizzazione del mercato, ad una riduzione del numero degli apparecchi, risulta quanto mai interessante riflettere sull’analisi dei dati di incasso di entrambe le tipologie di apparecchi rese note in questi giorni da due importanti concessionari, diversi per DNA (si fa per dire) e soprattutto diversi nel modo di operare sul mercato.
La prima di queste società si chiama Codere. Codere è una società di origine spagnola, da sempre operante sul mercato degli apparecchi da gioco e negli ultimi anni attiva su diversi mercati del mondo. Da molti anni, più di 15, è presente in Italia, prima con la gestione delle sale Bingo e successivamente con slot e videolotterie.
Codere gestisce in Italia 7.335 slot connesse, peraltro, al sistema di rete che mette a disposizione anche di altre società di gestione. Le oltre 7000 slot gestite direttamente registrano, altre un anno, un incasso medio giornaliero, al netto delle vincite, di circa 60 euro.
Le Vlt, apparecchi da gioco destinati ad una particolare tipologia di esercizi pubblici, sono 1133 e per lo più risultano essere installate all’interno delle sale bingo gestite dalla società. L’incasso medio lordo di una Vlt è di 195 euro. Il che significa che a questa cifra vanno sottratte imposte e oneri vari.
La società, va detto, da sempre ha scelto di optare per un marketing low profile, senza campagne di forte impatto e quindi con investimenti contenuti.

Solo pochi giorni fa un’altra società, di primissimo piano nello scenario del mercato del gioco pubblico italiano, ma con un pedigree completamente diverso, ha reso noto i numeri della propria performance sul mercato. La società, che va detto non nasce come impresa nel comparto dell’apparecchio da intrattenimento, ma che opera principalmente come concessionaria di altre tipologie di giochi, gestisce sul mercato un numero di apparecchi molto simile a quello della spagnola Codere. Per altro va precisato che , almeno per quanto riguarda le Vlt, si tratta di apparecchi simili, ovvero con gli stessi giochi. Se le Awp registrano un incasso medio lordo di circa 50 euro, ovvero almeno 10 euro in meno rispetto ad una macchina gestita da Codere, per le Vlt il gap tra l’incasso medio/giorno è di oltre 100 euro, quindi poco meno del 50%. .
Si tratta di numeri tutto sommato ‘esigui’ agli occhi di un osservatore poco informato sulla realtà del mercato ma che non lo sono di certo per chi sa bene quali siano i ‘margini’ di questa tipologia di offerta di gioco. Lo sanno bene i gestori degli apparecchi da intrattenimento e lo sanno anche gli esercenti. Numeri come quelli riportati da società del settore fanno ben capire come ci si trovi di fronte a mercati al limite della sostenibilità e di come diverse strategie di mercato possono portare a risultati sicuramente diversi. Dieci anni dopo il lancio sul mercato delle prime slot a vincita limitata valgono ancora le vecchie regole: oculata gestione del prodotto e conoscenza del mercato fanno la differenza, anche nel gioco. Bisognerà vedere se queste logiche prevarranno, su ogni altra, quando si opererà, come sembra si farà, nella cosiddetta razionalizzazione dell’offerta o se si procederà secondo meccanismi che rispondono più agli interessi di singoli operatori, più influenti di altri.mc

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